Martedì, 18 Maggio 2021

Hellas, il 2019 è già finito: «Ora un po' di riposo e poi si torna al lavoro»

La rimonta contro il Torino è stata l'ultima sfida dell'anno per i gialloblu, che torneranno in campo il 5 gennaio contro la Spal

Il 2019 dell'Hellas Verona si è concluso con l'incredibile rimonta casalinga sul Torino, mai riuscita nella massima serie nella storia del club. Andati sul 3-0, i granata sono stati ripresi dalle reti dei tre cambi operati da Juric nel secondo tempo e i gialloblu hanno così messo fine alle serie di due sconfitte consecutive. Una remuntada che però non cancella il brutto primo tempo degli scaligeri, apparsi la brutta copia della squadra ammirata ed elogiata fino a qui, che domenica è stata invece surclassata dagli avversari, prima di riuscire a reagire. Una prestazione che naturalmente non ha soddisfatto il tecnico croato, come confermano le sue parole al termine della gara, riportate dal sito ufficiale della società. 

Questo Verona è una squadra che non muore mai? Sono stati bravissimi! Dopo il 3-0 penso che qualsiasi squadra si sarebbe arresa, invece noi ci abbiamo creduto, facendo tutto in maniera fantastica. Abbiamo raddrizzato una partita che sembrava persa. Cosa è cambiato fra primo e secondo tempo? Non avevamo la giusta fame nei primi 45’, magari hanno influito alcune cose che non mi sono piaciute in settimana, comunque non ho visto le caratteristiche che ci hanno contraddistinto in questi mesi: la volontà, i particolari, l’attenzione, le seconde palle, l’aggressività, fare le cose semplici e fatte bene. Ci è mancato tutto. Nel secondo tempo, al di là dei due gol presi, ho visto un Verona come è di solito, nonostante la differenza che si è vista nel primo tempo fra le due squadre. Si è notato che possiamo mettere in difficoltà chiunque e i ragazzi sono stati bravissimi. I tre cambi dalla panchina? Tutti e tre sono entrati in modo fantastico, ci hanno dato slancio e qualità in avanti, facendo gol e creando occasioni. Hanno fatto bene. Pazzini? ‘Pazzo’ è un ragazzo eccezionale. Lui ha un po’ di problemi fisici che non gli permettono di allenarsi con continuità in gruppo: facciamo un lavoro a parte con lui e adesso siamo riusciti a trovare un po’ di costanza nelle ultime settimane. Giampaolo lo fa con una volontà allucinante, sa qual è il suo ruolo. Oggi ha avuto mezz’ora per dimostrare chi è e a parte il gol ha fatto cose importantissime. Penso che sarà utile anche come persona, oltre a quello che ci può dare in campo. Su questo non avevo dubbi e sono contento di averlo. Sosta e ritiro in Tunisia? Adesso bisogna riposare quattro o cinque giorni per poi ricominciare a lavorare. Ci aspettano subito partite importantissime per noi e dobbiamo farci trovare pronti, perché sarà tutto difficile: dobbiamo essere carichissimi. Servirà recuperare le energie e fare un grande girone di ritorno. 

A suonare la carica per i suoi è stato proprio Giampaolo Pazzini, entrato a mezzora dal termine e decisivo per la rimonta gialloblu. Al termine della gara il Pazzo, ai microfoni di Dazn, ha raccontato di essersi sottoposto ad un piccolo intervento al ginocchio in estate "per fare una grande annata". Fino a domenica però, il suo campionato era stato tutt'altro che memorabile, con tanta panchina e nessun gol, con il Toro però è arrivato il momento delle riscossa per il bomber. 

Un Verona che non muore mai? È così, volevamo chiudere bene questo 2019. Dopo un primo tempo sotto tono abbiamo trovato la forza per reagire, contro una grande squadra. Il pareggio è il giusto premio. I gol segnati dai subentrati? Significa che abbiamo fame, che abbiamo voglia di lottare e che remiamo tutti nella stessa direzione. Sono contento per il gol, così come per Verre e per Stepinski. Oggi è una giornata positiva. Gli applausi del Bentegodi? Loro con me sono sempre grandi, li ringrazio ancora perchè anche oggi ci hanno trascinato. Gran parte del merito va a loro. 

Arrivato in estate dalla sponda clivense del calcio veronese, Mariusz Stepinski cercava da tempo di tornare al gol e lo ha ritrovato in tempo per evitare alla propria squadra la terza sconfitta consecutiva. 

La mia prestazione? Sono molto contento per il gol, lo cercavo da molto tempo, è stata una bella sensazione tornare a segnare. Ho ancora molto da lavorare ma sono soddisfatto di come sto lavorando. La rezione collettiva? Nel primo tempo non abbiamo fatto la nostra solita prestazione: eravamo poco aggressivi, perdavamo alcuni contrasti. Poi c'è stata la reazione da parte del gruppo, abbiamo fatto 3 gol in 20 minuti colmando lo svantaggio. Il nostro spirito di squadra è ciò che ci caratterizza dall'inizio del campionato. Sono molto felice sia per me che per tutti i ragazzi. I consigli di Juric? Al momento della sostituzione mi ha detto di mettermi a disposizione della squadra, di mostrare in campo ciò che faccio durante la settimana di preparazine alla gara. L'ingresso di Pazzini? Giochiamo spesso insieme durante gli allenamenti, il suo ingresso in campo è stato fondamentale per la squadra. Io posso solo ammirare una carriera come quella di Pazzini. Nel 2020? Mi auguro di andare in gol più spesso. 

A causa della finale di Supercoppa Italiana che impegna la Lazio, ovvero quella doveva essere la prossima avversaria degli scaligeri, l'Hellas Verona non tornerà in campo prima della sfida con la Spal, fissata per il 5 gennaio, mentre la gara con i biancocelesti verrà recuperata l'8. Per i gialloblu è dunque arrivato il momento di ricaricare le batterie in vista della seconda parte di stagione, mentre Juric potrà analizzare cosa non ha funzionato nelle ultime gare, che hanno visto i suoi subire 9 reti in 3 partite. 

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