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Giovedì, 9 Dicembre 2021
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Giro d'Italia, il veronese Andrea Guardini ha battuto il favorito Mark Cavendish

Tutti pensavano che fosse la meteora di questa stagione. E invece con la volata di oggi ha stupito tutti. Il 22enne veronese Andrea Guardini ha vinto la 18esima tappa del giro d'Italia

Tutti pensavano che fosse la meteora di questa stagione. E invece con la volata di oggi ha stupito tutti. Il 22enne veronese Andrea Guardini ha vinto la 18esima tappa del giro d'Italia in volata sul favorito Mark Cavendisk. Una tappa che si è snodata tutta in Veneto fra le province di Belluno e Treviso.

Lo sprinter veronese della Farnese Vini, che il 12 giugno ha compiuto 22 anni, ha battuto nettamente il campione del mondo nell'ultima tappa riservata ai velocisti. Lo spagnolo Joaquin Oliver Rodriguez (Katusha team) ha conservato la maglia rosa.

"Prima di tutto sono giovane e devo ancora crescere moltissimo - ha commentato a caldo Guardini -. Si, in questo Giro sono uno dei corridori che va più piano in salita. Però è anche vero che siamo partiti in 198 dalla Danimarca e siamo rimasti in 168 ora. La prima settimana di corsa, non credevo ancora in me stesso, venivo da un periodo in cui non riuscivo a fare una volata come la volevo fare io… è stato così anche nelle prime volate in Danimarca. Sapevo che questa era l’ultima occasione, una tappa quasi scritta per me, ero molto motivato perché sapevo che sarebbe stato o oggi oppure l’anno prossimo".

"Non conosco i miei limiti - continua il ciclista veronese -, la Milano - Sanremo è la corsa dei miei sogni ma devo lavorare ancora molto per arrivare a giocarmela… diciamo che il mio obiettivo numero uno a lungo termine. La differenza fra queste volate e quelle che si fanno a conclusione di tappe da 250 km, credo stia nel correre il più possibile, fare esperienza e migliorare in salita. Cavendish qualche anno fa faceva fatica sulle salite, lui è un fenomeno perché ha vinto una Sanremo alla prima partecipazione ed alla mia età attuale. Mi rispecchio molto in Cavendish perché abbiamo caratteristiche molto simili. Il mio idolo invece era McEwen che ha smesso di correre pochi giorni fa. Sapevo dentro di me che potevo battere il campione del mondo, sapevo che avrei dovuto anticiparlo e questa volata mi ha dato una visione completa sulla realtà delle cose".


 

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