Veronamercato, crocevia strategico per l'Europa

Caccia: "Siamo pronti a diventare davvero importanti per il continente"

Veronamercato, crocevia strategico per l'Europa

Riccardo Caccia è dal 2008 presidente di Veronamercato, società consortile per azioni costituita nel 1989 e quotata per il 75% dal Comune di Verona. La società ha la proprietà e la gestione del Centro agroalimentare di Verona, operativo dal 2003, che si estende su un’area di 550 mila metri quadrati in posizione geograficamente strategica all'interno del Quadrante Europa, il maggior polo di investimento logistico e strutturale nazionale. Si tratta del terzo più grande mercato d’Italia per movimentazione di merci, con 500mila tonnellate all’anno, di cui il 30% proveniente dal Veneto. Caccia, 48 anni, ex presidente del Consiglio comunale di Verona, è succeduto a Gian Pietro Dal Moro, che ha guidato Veronamercato per oltre quattro anni, durante l’amministrazione comunale di Giorgio Zanotto e nei primi mesi dell’amministrazione Flavio Tosi.

- Presidente, di questo 2009 cosa mette al primo posto?

È stato un anno sopra le aspettative, quello che si è appena concluso e il prossimo forse ci darà ancora più soddisfazioni. Molto importante per la nostra società è stata un’opera che abbiamo messo a bilancio: si tratta della costruzione di un grande impianto fotovoltaico sopra il tetto del Centro agroalimentare, che, a tutt’oggi, è ritenuto il più grande impianto su tetto del nord Italia. È stata una scommessa, la nostra. La superficie è di circa 90mila metri quadri e abbiamo pensato di sfruttare questa energia alternativa che, tra l’altro, è ben finanziata anche dall’Unione Europea. Così abbiamo messo in piedi il progetto. L’unico dubbio era: costruiamo noi l’impianto oppure affittiamo il nostro tetto a qualcuno? Abbiamo scelto la seconda ipotesi e abbiamo emesso un bando. Ha vinto un’azienda internazionale, la Juvi, che ha fatto l’offerta più alta. Noi percepiamo, da questo contratto, 90mila euro all’anno di canone di locazione. L’operazione ci ha già fornito un ritorno d’immagine ancora prima di presentare ufficialmente l’impianto (cosa che avverrà venerdì): da Padova ci stanno chiedendo che tipo di bando abbiamo fatto perché vogliono farlo anche loro.

- Che novità ci saranno nel 2010?

Partirà presto una bellissima iniziativa dal nome “I cinque colori del benessere” che va a coinvolgere in un progetto di cultura alimentare tutte le scolaresche, anche della provincia. Partiremo dapprima dalle quarte e quinte elementari, per poi ampliare il progetto. Inviteremo qui circa 500 alunni, gli faremo una lezione, gli daremo un libricino e un attestato. Lo scopo è dare a questi bimbi un corretto senso di alimentazione, portandoli anche ad apprendere il comportamento virtuoso necessario per arrivare a un’ottimale percentuale di differenziata. Il 3 febbraio poi saremo presenti alla Fruit Logistic di Berlino, che è la più grande fiera del mondo nel settore agroalimentare. Per il secondo anno avremo uno stand nostro, dopo aver partecipato come ospiti della Regione Veneto. Ora abbiamo uno spazio di 100 metri quadri, dove si può subito vedere una riproduzione del balcone di Giulietta e una loro statua. In questo modo possiamo dare spazio ai nostri operatori e quindi respiro internazionale alle aziende locali e nazionali. Poi proseguirà il progetto Last Minute Market che abbiamo messo in piedi assieme all’Università di Bologna. Questo consiste nel recupero di frutta e verdura, che dopo pochi giorni sarebbero destinati al macero, a favore delle onlus che consegneranno il tutto agli indigenti. Le nostre aziende partecipano numerose a questa iniziativa. Quello che prima era spreco, poi diventa sia un intervento sociale, sia una forma di risparmio, perché quei prodotti poi avrebbero dovuto essere smaltiti, rappresentando quindi un costo. L’iniziativa è partita un anno fa con una decina di onlus, oggi partecipano in una ventina.

- Questo significa che la povertà è aumentata?

Purtroppo sì. In questi momenti di crisi la nostra iniziativa ha avuto un ritorno molto importante. Basti pensare che movimentiamo 500mila tonnellate di ortofrutta all’anno, in proporzione lo spreco che ne deriva non è poco. Le onlus che partecipano all’iniziativa si trovano in tutta la provincia

- Verona sta diventando il crocevia dell’Europa. Quale sarà il ruolo di Veronamercato?

La nostra è una posizione strategica molto importante, così come il nostro ruolo futuro. Oggi abbiamo tutti gli spazi interni del mercato occupati, la macchina è a pieno regime, ma abbiamo un’area di 60mila metri quadri che è edificabile ed è il nostro tesoretto. Con il cda stiamo ragionando su come portarlo a reddito e stiamo valutando diverse ipotesi. Per questo siamo pronti anche all’ampliamento. Veronamercato per essere creata ha dovuto fare un mutuo che scade nel 2013. Dopo 8 anni di bilancio in passivo, per via della rata del mutuo che ammonta a 3 milioni di euro, abbiamo chiuso il 2009 in attivo. Quest’anno dovremmo essere a livelli più alti dell’anno scorso e nei prossimi anni faremo grandi cose.

- Con l’esclusione di Tosi alle Regionali lei vede per Verona un’occasione persa?

Sarebbe stata una grande occasione, sì. Però devo dire che sta facendo un ottimo lavoro come sindaco, per cui sicuramente per la città va molto bene così. Per lo sviluppo del territorio serviva operatività e Tosi ne sta mettendo molta, assieme alla sua amministrazione.

- Lei è stato presidente del Consiglio comunale. Tornerebbe ad amministrare in Comune?


La politica mi dà molta soddisfazione. Un ruolo in amministrazione è una passione che non nascondo e non mi farebbe di certo dispiacere.

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