Vendita delle quote della Fiera, ok dalla Giunta

Prendono forma le linee guida per l'avvio del bando di gara, in arrivo pi di 30 milioni

Vendita delle quote della Fiera, ok dalla Giunta

Questa mattina palazzo Barbieri ha dato ufficialmente il suo nulla osta per la vendita di una parte delle quote azionarie della Fiera che detiene. Ora sono il 54%. Questo per rimpinguare le casse comunali. C'è bisogno di venti milioni di euro per raggiungere il pareggio e poter approvare il bilancio 2011 e quello di previsione 2012-2013. Un'operazione necessaria quindi. Che probabilmente, dopo l'interesse di Veneto Sviluppo, potrebbe garantire entrate ben più consistenti di quanto si preventivasse qualche mese fa. La Giunta, che si è riunita a l'una in sala Arazzi, ha approvato le linee guida del'operazione. L'ultimo passaggio prima che venga aperto il bando di gara a fine maggio o a giugno. Ora il tutto verrà presentato in commissione settima.

Palazzo Barbieri mette sul piatto un pacchetto azionario che oscilla tra il 22% e il 24% di partecipazione all'Ente fieristico scaligero
, il cui valore totale, calcolato da una società specializzata, è di 149 milioni di euro. Ogni punto percentuale vale quindi 1,4 milioni di euro. Per cui gli introiti potrebbero oscillare dai 30,8 milioni di euro ai 33,6 milioni di euro. L'amministrazione comunale ha ratificato anche le modifiche allo statuto di VeronaFiere, che entreranno in vigore con l'elezione del nuovo Consiglio d'amministrazione, prevista il prossimo anno. Da nove membri il Cda passerà a cinque. All'interno del regolamento verrà introdotta la "clausola di gradimento", che darà la facoltà di apporre il veto, motivandolo, all'entrata di soci che potrebbero avere interessi diversi dallo sviluppo della Fiera.


Si sono dichiarati interessati la Camera di commercio, già socio, che intenderebbe accaparrarsi circa il 10% delle quote, la Banca Popolare di Vicenza e Cattolica Assicurazioni che metterebbero circa dieci milioni di euro a testa, e Veneto Sviluppo, la società finanziaria della Regione, che potrebbe entrare tra i soci con il 4% delle quote.

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