Ulss 20 e scuole in trincea per l'integrazione

Si rinnova la collaborazione per aiutare, con laboratori, l'inserimento di studenti con disabilit

Ulss 20 e scuole in trincea per l'integrazione

Il nuovo anno scolastico si è avviato all’insegna della continuità di collaborazione tra Ulss 20 e le scuole nel percorso, ormai sperimentato, dell’integrazione scolastica: una progettualità che, a fronte dell’impegno della scuola ad accogliere ogni ragazzo a prescindere dalle caratteristiche individuali e dalla sua disabilità, vede gli operatori dei servizi sociosanitari intensificare la loro collaborazione per assicurare l’attività dei laboratori espressivi di integrazione socio educativa.

Si tratta di strumenti integrativi alla didattica, che coinvolgono tutta la classe, con l’inclusione dei bambini e dei ragazzi disabili,
per realizzare percorsi di apprendimento alternativi. Tra essi il “Progetto Laboratori per l’integrazione”, attivo in molte scuole cittadine, nasce dall’idea del laboratorio come luogo e modello educativo socialmente integrante, e della disabilità come risorsa, come occasione per tutti gli alunni di arricchire il proprio percorso formativo e di apprendimento tramite una didattica in laboratorio, integrativa a quella tradizionale, in cui alcune discipline vengono affrontate con la creatività e il lavoro manuale.

Il progetto è realizzato nelle scuole del Cti Verona Ovest (Centro territoriale per l’integrazione), in cui la presenza dell’operatore Ulss con specifica preparazione permette la realizzazione dei laboratori affinché l’integrazione del disabile sia occasione di condivisione, scambio, circolarità di comunicazione, sviluppo delle potenzialità e crescita individuale. I laboratori vogliono essere uno spazio, un tempo e un metodo per valorizzare e favorire la crescita dell’alunno disabile, e con esso della classe che sperimenta forme di insegnamento innovative.

Lo scorso anno scolastico sono stati realizzati 91 laboratori che hanno coinvolto un totale di 1.804 alunni, di cui 146 diversamente abili. Il “Progetto Nastro Magico” è stato pensato e realizzato a sostegno della disabilità all’interno delle scuole di infanzia dei comuni dell’est veronese. Il laboratorio, allestito con materiali, strumenti e attrezzature capaci di risvegliare motivazioni, promuove contesti educativi ricchi di significati affettivi, che permettono al bambino di esprimersi, sviluppare e sperimentare la propria identità in un ambiente accogliente.

Diciotto sono i laboratori attivati quest’anno ad Albaredo d’Adige, Terrossa, Veronella, Monteforte d’Alpone, Gazzolo, San Pietro di Lavagno, Vago di Lavagno, S. Briccio, per un totale di 414 bambini. Tutte le attività hanno luogo all’interno di un progetto educativo individuale, nel quale, accanto alla evidenziazione degli obiettivi di apprendimento teorico, vengono precisate metodologie operative e criteri di valutazione multiprofessionale che favoriscono il percorso di crescita idoneo allo sviluppo della propria identità non solo per l’alunno disabile, ma anche per i ragazzi che partecipano ai laboratori espressivi.

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