Tutti in attesa del Piano cave "La Regione si muova"

L'ex assessore all'Ambiente Giancarlo Conta: "Terminiamo i progetti". Il Pd: "Non in deroga"

Tutti in attesa del Piano cave "La Regione si muova"
Tutti in attesa della Regione. Che si è impegnata a presentare entro sessanta giorni il nuovo Prac, piano regionale attività di cava. I rappresentanti scaligeri presenti a Venezia, sia di maggioranza che di opposizione, concordano su un punto: una soluzione bisogna trovarla a breve. Perché il settore delle attività estrattive è fermo e vive ogni giorno di più nell'incertezza. Ora ci si deve rifare alla legge numero 44 del 1982, di quasi trent'anni fa.

La normativa vieta di scavare più del 3% della superficie agricola comunale. Il risultato è che molte imprese sono arrivate al limite, soprattutto nella zona di Valeggio sul Mincio e Villafranca. Non si può andare oltre e non si può nemmeno mettere in atto una riqualifica ambientale. "Con l'emendamento che ho presentato in sede di approvazione della legge finanziaria regionale volevo dare ossigeno al settore - spiega il consigliere regionale Giancarlo Conta, ex assessore regionale all'Ambiente - alzando il limite. Poi l'ho ritirato, portando comunque a casa l'impegno da parte della Giunta di presentare il nuovo piano regionale entro sessanta giorni".

Per ora, invece, il nuovo piano giace nei cassetti di palazzo Balbi dal 2003, quando fu recepito dalla giunta Galan e poi sottoposto nel 2008 alla valutazione di impatto ambientale. "Il settore è in difficoltà - continua Conta - molti lavoratori rischiano di essere lasciati a casa. Bisognerebbe muoversi subito. Senza aspettare l'approvazione della Regione del nuovo Prav. Provvisoriamente chiediamo che ci sia la possibilità di portare a termine i progetti in essere, non potendo scavare oltre il trenta per cento del limite preesistente".

A stretto giro di posta arriva la posizione del Partito Democratico. Che condivide l'urgenza del problema, ma non concorda sui mezzi con il quale risolverlo. "Non bisogna trovare espedienti estemporanei - commenta il consigliere regionale del Pd Roberto Fasoli - si discuta con i sindacati, gli imprenditori e i lavoratori e si trovi la quadra al più presto. Lavorare in deroga non è la panacea di tutti i mali". Sullo stessa lunghezza d'onda il presidente di Legambiente Veneto Michele Bertucco: "Senza l'approvazione del Piano cave - spiega - le competenze rimangono nelle mani della Regione. Quando sarà in vigore, invece, tutto passerà alle Province. Siamo disponibili al dialogo, l'importante che non venga imposta una legge dall'alto". La Provincia, dal canto suo, non vede l'ora che il settore venga regolamentato in maniera definitiva. "Ora gli imprenditori vivono nella precarietà - spiega Fabio Venturi, assessore provinciale all'Ambiente - non sanno se investire e in che modo farlo".

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