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Domenica, 5 Dicembre 2021
Interviste

Sono 2.500 le firme veronesi contro il "Porcellum"

Domani l'ultimo giorno di raccolta adesioni, ma la fatidica soglia di 500mila stata gi superata

Domani è la data ultima per la raccolta delle firme. Ma il referendum “antiPorcellum”, mirato ad abrogare la legge elettorale Calderoli attualmente vigente per le elezioni politiche, prosegue il suo cammino. Il fine settimana scorso è stata superata la fatidica soglia di 500mila firme, che saranno controllate dalla Cassazione entro il 20 dicembre, necessarie alla presentazione del quesito. Sulla validità dello stesso si esprimerà a febbraio la Corte costituzionale.

Un contributo consistente al raggiungimento della soglia delle 500mila firme è venuto anche da Verona, grazie a un voluminoso pacco di moduli spedito a metà della settimana scorsa dai referendari veronesi di Prossima Italia (www.prossimaitalia.it) al comitato promotore nazionale.

Sono infatti circa 2mila 500 le firme raccolte a Verona e provincia grazie all’iniziativa di mobilitazione rilanciata a livello nazionale e locale dal movimento civico Prossima Italia-InnovarePd e raccolta organizzativamente in tutta la provincia dal Partito Democratico.

Oltre agli aperitivi referendari all’Università con Ignazio Marino e in piazza Erbe con Pippo Civati (tra i principali promotori nazionali del referendum), sono stati allestiti banchetti in molte piazze della provincia, a partire per esempio dall’impegno dei militanti del circolo Centro Storico del Pd, o del circolo di Isola della Scala fin dagli inizi di settembre, o ancora delle feste democratiche che hanno animato la conclusione dell’estate.

“L’effetto della raccolta firme anti-Porcellum già si vede – dichiarano i promotori veronesi di Prossima Italia - la crisi politica della maggioranza è in accelerata, perché nel caso dell’ammissibilità del referendum saranno molto probabili elezioni anticipate, in virtù della difficoltà delle forze di governo ad accordarsi su una legge elettorale che possa evitare il ritorno del Mattarellum. In ogni caso spetterà alle forze politiche responsabili dare una risposta in Parlamento per una nuova legge elettorale che sia realmente rappresentativa del mandato popolare.  Si apre così una nuova fase della democrazia italiana, dove a contare saranno sempre più i cittadini”.

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