SerD, il Pd: "Stop al trasloco, manca l'ok della Regione"

Il centrosinistra all'attacco della decisione del Comune: "Venezia non si ancora pronunciata"

SerD, il Pd: "Stop al trasloco, manca l'ok della Regione"

Il trasferimento degli ambulatori e uffici del Servizio tossicodipendenze dell'Ulss 20 ancora nel mirino del Partito Democratico di Verona. Secondo i consiglieri regionali Franco Bonfante e Roberto Fasoli a darne notizia attraverso un comunicato congiunto: "Sono stati spesi tanti soldi per adeguare lo stabile di via Pacinotti, ma l'autorizzazione regionale allo spostamento del Serd 2 non c'è ancora". La polemica sembra quindi soffrire di un empasse burocratica. “Una novità che lascia sgomenti- commenta Bonfante - la richiesta dell'Ulss 20 è infatti soggetta al sopralluogo dell'Agenzia regionale sanitaria, all'approvazione della Giunta regionale per l'accreditamento nonché al decreto del dirigente di settore, ma la procedura prevista non è stata completata, nessuno dei passaggi previsti è stato finora svolto, in pratica il trasloco non è autorizzato”.

Aggiunge invece Fasoli: “E' il momento che il Comune fermi tutto per davvero, senza limitarsi alle letterine tra amici che non portano a nessun risultato”. Secondo Vincenzo D'Arienzo, segretario provinciale Pd: “Adesso il trasferimento del Serd, previsto per il 26 maggio, va immediatamente bloccato. E' impensabile farlo se mancano le autorizzazioni necessarie”. Il Partito Democratico si chiede: che cosa accadrà se l'autorizzazione non verrà concessa? Chi si farà carico delle spese già sostenute? Non c'è l'autorizzazione eppure gli interventi sono stati fatti, c'è forse qualche accordo riservato e non conosciuto? Tosi esca allo scoperto. E' lui che ha voluto il trasferimento da via D'Acquisto".


Sull'ipotesi di un accordo segreto si esprime, duramente, il consigliere Bonfante: “Il timore che vi sia un accordo tra la Bonavina e Tosi è forte, non fosse altro perché la scelta risponde unicamente all'esigenza manifestata dal Sindaco. Il resto del mondo è infatti contro al trasferimento, eppure l'Ulss non si ferma”. D'Arienzo: “Sembrava che in Comune qualcuno c'avesse ripensato, ma il ripensamento si è rivelato un inutile fuoco di paglia che ha solo illuso centinaia di residenti delle Golosine. Non ce n'era proprio bisogno. Bene fanno, quindi, a protestare in Comune. E' lì che la decisione è supportata”. Ma secondo il Pd la speranza non è morta. Chissà che, anziché pensare al risultato elettorale, qualcuno riveda la scelta ed eviti che Verona Sud diventi l'unico punto di riferimento per tutti i tossicodipendenti della città".

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