Sanit, 360mln da Roma per evitare il commissariamento

Il ministero della Salute incrementa le risorse per il Veneto, ma le Regioni del sud insorgono

Sanit, 360mln da Roma per evitare il commissariamento

Una vera e propria boccata d’ossigeno per la sanità veneta potrebbe arrivare direttamente da Roma. Al ministero della Salute ha approntato lo schema di riparto del fondo 2011, il quale prevede, per la nostra Regione, un aumento delle risorse rispetto al 2010 del 4,5 per cento. Un incremento inaspettato, visto che la manovra finanziaria prevedeva solo una crescita dell’1 per cento, ma mai come quest’anno decisivo. La sanità regionale, infatti, rischia il commissariamento a causa di un buco di oltre 130milioni di euro e l’arrivo di fondi da parte del governo sarebbe come una manna dal cielo.

Secondo il ministero della Salute l’assessore Luca Coletto dovrebbe ricevere oltre 360 milioni di euro in più rispetto all’anno scorso. Non c’è, però, la sicurezza che i fondi arrivino a palazzo Balbi, perché prima lo schema di riparto, che racchiude l’insieme dei fondi da distribuire a tutte le Regioni, deve passare al vaglio degli assessori regionali alla Salute settore, i quali potrebbero decidere di variare gli importi spostando alcuni finanziamenti da Venezia a qualche altra Regione. L’incontro tra gli assessori è per oggi, a Roma, alla sede della Regione Veneto visto che il coordinatore è il veneto Luca Coletto.


Questo summit è il primo step di un lungo cammino che porterà alla redazione definitiva delle ripartizioni. Non capita di rado, infatti, che dopo le indicazioni fornite dal ministero alle Regioni, queste le stravolgano mettendo a punto criteri propri. Il rischio è quello che il Veneto perda parte dell’incremento indicato dal ministero a favore delle Regioni del Sud che, già in questi giorni, hanno fatto sentire tutto il loro dissenso per una ripartizione che, a loro avviso le penalizzerebbe. Il secondo passo del dibattito sarà, il prossimo 20 gennaio, l’incontro dei presidenti delle Regioni che si incontreranno per la prima Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Tuttavia non è escluso che il presidente della Conferenza, Vasco Errani, li convochi prima a Roma

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