rotate-mobile
Interviste

Rapporto Ulss 20: il consumo di droga costante tra i giovani

Ciclo di incontri fino al 12 aprile sulla dipendenza promosso dall'azienda sanitaria veronese

Alla luce del fatto che, rispetto al 2010, il numero degli adolescenti minorenni che si rivolgono al Dipartimento dipendenze di Verona rimane costante, l’Ulss 20 organizza un ciclo di incontri di formazione e di approfondimento per educare le famiglie alla “gruppalità” e al conflitto sano come “antidoto alla tossicodipendenza”.

Iniziato lo scorso gennaio, il ciclo proseguirà fino al 12 aprile per l’organizzazione del servizio Formazione e aggiornamento del personale dell’Azienda Ulss 20 di Verona in collaborazione con il Dipartimento dipendenze di via Germania 20 per i propri operatori. Il cilco avrà per titolo "La gestione delle famiglie con adolescenti tossicodipendenti" ed è finalizzato a migliorare il servizio di consulenza offerto alle famiglie con figli tossicodipendenti puntando sull’educazione. “Nell’ultimo anno- commenta il Maurizio Gomma del Dipartimento dipendenze dell’Ulss 20 di Verona- il numero di minori che si è rivolto al Dipartimento per problemi di dipendenza è rimasto costante, pari ad una cinquantina di casi circa. Gli operatori di settore, nello svolgere il loro lavoro, si trovano a dover gestire rapporti complicati con famiglie problematiche e a dover suggerire con attenzione dei percorsi riabilitativi che risultino adeguati e mirati per ogni singola situazione”.

Gli adolescenti infatti necessitano di un sostegno pedagogico che sappia integrare, anziché rimuovere, le fragilità che emergono durante la fase più delicata della crescita, e che sappia trasformare quelle che possono apparire come debolezze in risorse dal punto di vista relazionale. Ne è convinto il professor Daniele Novara, pedagogista e consulente, protagonista di uno degli incontri, il quale punta sull’importanza del conflitto come antidoto alla tossicodipendenza. “I soggetti con problemi di dipendenza hanno una difficoltà a reggere la frustrazione conflittuale- spiega Novara- e quindi assumono comportamenti di violenza contro sé stessi per gestirli. Il processo evolutivo implica invece di imparare a superare gli ostacoli. Per questo il messaggio che diamo agli operatori è quello di insegnare ai genitori a ‘litigare bene’ con i propri figli cioè a non spegnere la conflittualità ma a guidarla, cercando di ricreare una corretta educazione al dialogo e al confronto. In questo, l’operatore non deve fornire risposte ma piuttosto deve far sorgere nell’interlocutore altre domande e far nascere nei ragazzi stessi le risposte”.


Gli insegnamenti del corso sono finalizzati a consentire agli operatori del Dipartimento Dipendenze – psicologi, educatori, medici, assistenti sociali, infermieri - una lettura del conflitto da un punto di vista educativo, sviluppando la capacità di ascolto e di analisi del problema evitando però la stigmatizzazione della persona. “Il corso- spiega Roberta Frighetto, responsabile del centro di riabilitazione e reinserimento dell’Ulss 20- nasce dall’esigenza degli operatori di dover gestire ragazzi molto giovani con situazioni familiari problematiche. Recentemente abbiamo assistito ad una abbassamento dell’età dei tossicodipendenti e il piano educativo è quello su cui abbiamo deciso di puntare per intervenire e aiutarli a ritrovare un dialogo con i loro genitori”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Rapporto Ulss 20: il consumo di droga costante tra i giovani

VeronaSera è in caricamento