Perch chi governa teme i referendum?

Sia a livello locale sia nazionale il ricorso al parere della gente viene osteggiato

Perch chi governa teme i referendum?
I referendum dovrebbero essere l’espressione più concreta e diretta della volontà popolare, perché in essi possono votare tutti i cittadini elettori su proposte di comitati di cittadini, indipendenti da altre agenzie come i partiti o gli enti locali. Invece si cerca in tutti i modi di impedire che si possano avolgere queste votazioni dirette, come si è visto col referendum cittadino sul traforo e con i referendum nazionali, sull’energia nucleare e sull’acqua come bene pubblico; evidentemente i referendum non sono voluti, danno fastidio, sono un rischio.

Eppure sia il sindaco di Verona sia il governo nazionale sono i più amati (meglio i più votati, evitiamo il termine amore che il presidente del Consiglio interpreta ed attua in modi personali e discutibili) dai cittadini: se davvero sono i più votati, non dovrebbero temere che i cittadini si possano esprimere e votare, anche per i referendum. Evidentemente non è vero che sono i più votati; si dice, si propaganda che sono i più votati, ma si evita che ci siano altre votazioni, su temi espliciti e in contrasto con quanto sostenuto da chi sta governando, a livello locale o nazionale, se non emerge subito che non è vero che siano i più amati.

Tante sono le ragioni per chi si opporne ai referndum, costano troppo, sono lunghi, sono superati. Ma quello del costo è proprio un motivo risibile, perché quest’anno c’erano le elezioni amministrative, e non sono state aggiunte le votazioni per i referendum nazionali; poi c’erano (ci sono) i referendum nazionali, si poteva aggiungere il referendum veronese sul tunnel ed ascoltare la voce di tanti cittadini scaligeri: tutti amano il sindaco, lo averbbero certamente votato; ed allora perché temere il referendum? Basterebbe togliere il quorum, cioè il numero minimo di elettori che devono prendere parte alla tornata elettorale perché il referendum sia valido e perciò idoneo ad abrogare ciò che viene chiesto da chi ha proposto il referendum, come in Svizzera; ma nessuno ci pensa, ci vuol pensare; nessuno lo propone, anzi tutti se ne guardano bene, e meno se ne parla meglio è. Erano in dirittura d’arrivo delle proposte molto valide di abrogazione referendaria, ma il governo addirittura si permette di cancellarli perché tanto non valgono più, dal momento che si sono sospese alcune leggi o decreti.

Tutte le persone oneste capiscono perché lo si sta facendo, per togliere spazio all’altro referendum sul legittimo impedimento. Tutte queste iniziative di cancellazione dei poteri popolari servono a stancare la gente, a togliere interesse alla vita pubblica, che non conta niente; a togliere l’informazione, perché si deve sentire quotidianamente e in modo martellante ciò che declama il capo del governo.

Per le altre notizie non c’è posto, non contano, non c’è bisogno di altri che prendano posizione, perché c’è chi pensa e fa tutto per gli italiani, e quindi anche il referendum è inutile, anzi non va proprio fatto e si cancella. O forse qualcuno andrà lo stesso a votare? E forse qualcuno vorrebbe ancora rimettere in questione il tunnel sotto le Torricelle, che serve solo a muovere tanti soldi e non le persone e le automobili. Il traffico migliorato che si vuole perseguire non è delle vetture, è solo quello degli appalti, come si è visto dal lievitare degli importi indicati. Mala tempora currunt … Vale sempre di più la pena di correre a votare per i referendum, se ce li lasciano.

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