Papadia: "Spese della politica, vane parole"

Salvatore Papadia, FI: "Si taglino provincie e parlamentari, basta boutade"

Papadia: "Spese della politica, vane parole"

Mentre a Roma la riduzione delle spese della politica è ritornato ad essere un tema di copertina, in seguito alle proposte lanciate deal ministro Calderoli di ridurre le idennità di politici e funzionari statali, c’è chi a Verona afferma che quelle dell’esponente del Governo non è altro che un modo per fare bella figura e finire sui giornali senza però mettere in pratica nulla di importante. Ed a dirlo non è, come parrebbe scontato, un rappresentante dell’opposizione, bensì un uomo del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale Salvatore Papaia.
Consigliere, cosa ne pensa delle proposte lanciate dagli esponenti della maggioranza sui tagli agli stipendi dei politici?
“Non si può che essere d’accordo sulle proposte di ridurre le indennità, visto che ci saranno imminenti misure che graveranno sulle tasche dei cittadini. Pur di non lasciare agli altri le prime pagine dei giornali in tanti hanno ipotizzato delle autoriduzioni, dalla riduzione del 5 per cento delle indennità dei ministri e dei parlamentari di cui ha parlato Calderoli, alla rinuncia di una o tre mensilità proposta da La Russa e dalla Santanchè. Al momento però c’è solo una certezza: da quando si è iniziato a parlare delle riduzioni dei costi della politica gli unici che hanno dovuto rinunciare a qualcosa sono stati i consiglieri comunali. Basta pensare che nel 2002 i consiglieri comunali di Verona percepivano una indennità lorda di euro 1985,78 euro, passata nel 2007 a 1600 e nel gennaio 2008 a 1446,08 euro. Il taglio complessivo è del 27 per cento. Alla riduzione delle indennità è seguita poi la diminuzione del 20 per cento del numero dei consiglieri comunali. L’applicazione della legge di riforma, prevista in un primo momento per il 2010, è stata fatta slittare al 2011. Di conseguenza a Verona con le elezioni del prossimo consiglio comunale, previste nel 2012, ci saranno 9 o 10 consiglieri in meno”.
Gli unici tagli, insomma, hanno riguardato i consigli comunali...
“Questi provvedimenti che hanno inciso sulle tasche dei consiglieri e sulla loro prospettiva politica (meno posti significa meno possibilità di essere eletti e pertanto più preferenze da prendere) ma sono a mio avviso giusti e sono stati apprezzati dai cittadini, perché effettivamente vanno a ridurre nei fatti la spesa per la politica. Pertanto, così come i parlamentari sono stati solerti a ridurre i consiglieri comunali e le loro indennità mi auguro che siano altrettanto veloci a provvedere immediatamente alla riduzione del loro numero e di quanto finisce nel loro portafoglio. Un altro passaggio importante sul quale il mio partito dovrebbe aprire un dibattito e far sentire la sua voce è quello dell’abolizione delle province, che era prevista nel programma elettorale che ha portato alla vittoria il centrodestra”.
Se l’abolizione delle province era nel programma elettorale del centrodestra perché nessuno ne parla più?
“Questo provvedimento è stato ostacolato fin dall’inizio della legislatura dalla Lega, la quale da un lato grida alla necessità di ridurre i costi della politica ma dall’altro vuole tenere in vita centri di spesa, come le province, che incidono profondamente sulle tasche degli italiani. Con la manovra che il governo si accinge a varare saranno chiesti sacrifici a tutti i cittadini. È giusto che la politica faccia la sua parte e guardi prima di tutto al suo interno, tagliando i rami secchi che sono fonte di grande spreco. Non si possono chiedere sacrifici a chi vive con 1.000 euro al mese e lasciare in vita enti le cui funzioni possono essere benissimo acquisite dai comuni o dalle regioni. I cittadini sono contenti quando sentono della riduzione delle indennità ma lo sono di più se molte di queste indennità invece di essere diminuite vengono eliminate del tutto”.

Insomma secondo lei le riduzioni delle indennità non bastano.
“La Lega, come suo solito, è riuscita ad andare su tutte le pagine dei giornali e sulle Tv nazionali e Calderoli, chiedendo di sacrificare gli interessi patrimoniali della casta, ha riscosso un certo successo. Tuttavia è necessario dire la verità. La riduzione degli stipendi è poca cosa rispetto al taglio che deve essere effettuato sui costi della politica. Se si vuole essere vicini ai cittadini sono altri gli interventi necessari, primi fra tutti la soppressione delle province e la riduzione dei parlamentari. D’altronde, ritornando alle dichiarazioni di Calderoli, è bene sottolineare che quando i senatori si sono aumentati lo stipendio del 10 per cento lui era il vicepresidente del Senato. Per cui…”.

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