Leso, testimonial al femminile: "Io, manager donna"

Il presidente di Acque Veronesi ha partecipato a una incontro sulle dirigenti nelle public utilities

Leso, testimonial al femminile: "Io, manager donna"
“La managerialità al femminile nelle aziende di public utilities”. Questo il tema di una ricerca nazionale realizzata da Acta consulting per FederUtility. Un argomento che Anna Leso, presidente di Acque Veronesi, conosce bene. Così bene che è stata voluta come testimonial a una tavola rotonda svoltasi a Roma nei giorni scorsi, nel corso della quale sono stati presentati i primi dati dello studio, durato un anno, che ha coinvolto 15 aziende operanti in tutte le regioni italiane. I dati hanno sottolineato che nei settori gas e acqua i dirigenti donna sono il 10,26 per cento, mentre nell’elettrico arrivano al 12,70 per cento.

Anna Leso ha partecipato alla giornata di studio assieme alla giornalista Lilli Gruber, alla vicepresidente di FederUtility Gaia Checcucci, alla responsabile del dipartimento Pari opportunità della Cgil Rossana Rosi, alla presidente di Industria europea costruzioni Luisa Todini, al dirigente del Ministero dello Sviluppo economico Fausta Rosaria Romano e a un’altra veronese, la presidente del Comitato italiano per la bonifica Gabriella Zanferrari.  

“Sono stata nominata presidente dall’Assemblea dei soci, sindaci dei 71 Comuni e presidenti di Enti e consorzi, e con i sindaci del territorio mantengo quotidianamente un filo diretto - ha dichiarato Anna Leso - Ascoltare e decidere: questo è ciò che faccio quotidianamente. Sento forte, perciò, la responsabilità sulla presa in carico delle diverse situazioni, a fronte di uno stile corrente, che è quello di tutelarsi "prima", di farsi scudo degli ostacoli, di giustificarsi con mancanza di risorse o di condizioni. Non so se questo orientamento pragmatico derivi dal mio essere donna, ma riscontro spesso nei maschi una tendenza alla "tutela" che sento molto distante dal mio orientamento alla risoluzione dei problemi. Per quanto in Acque Veronesi si possa riscontrare una percentuale relativamente alta di quote rosa, in termini di crescente presenza di donne nella fascia intermedia in ruoli anche tecnici, ma anche nella fascia dirigenziale, il modello dominante di management che vige in una struttura organizzativa così fortemente tecnica è certamente 'al maschile'. Ho piena consapevolezza, quindi - ha concluso Anna Leso - che la nomina di un presidente donna a capo della nostra società abbia costituito di per sé un forte elemento di discontinuità e un segnale di possibile cambiamento anche per i dipendenti, con i quali ho cercato da subito di aprire un dialogo".

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