La suina continua a mietere vittime in tutto il Veneto

Morto un 65enne a Negrar. Coletto: "L'influenza sta entrando nel suo picco. Invito a vaccinarsi"

La suina continua a mietere vittime in tutto il Veneto

Non accenna a placarsi l’epidemia di influenza A, detta anche “suina”, che ha investito la nostra regione. Sale a 9 il numero delle vittime venete colpite dal virus H1N1, le ultime due, tra le quali anche un veronese, sono decedute nei giorni scorsi. Si tratta di due pazienti già ricoverati in ospedale, con gravi patologie a rischio e positivi al tampone dell’influenza. Uno era risultato positivo al tampone dell’H1N1; l’altro era positivo per l’influenza “A”, mentre il ceppo H1N1 non e’ risultato tipizzabile.

La prima vittima era un uomo di 65 anni, ricoverato all’ospedale di Negrar dal 22 gennaio scorso: un paziente a rischio a causa dell’obesità, per il quale però il ceppo H1N1 non è risultato tipizzabile. Il secondo decesso riguarda un giovane di 25 anni con grave patologia pregressa (tetraparesi post traumatica con frequenti infezioni polmonari ed urinarie, ndr), positivo al tampone dell’influenza H1N1, deceduto all’ospedale di Portogruaro, in provincia di Venezia.


L’influenza – sottolinea l’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto – sta entrando in questi giorni nella fase di picco e purtroppo eventi mortali come questi, in pazienti già gravemente malati o a rischio per condizioni specifiche come l’obesità, rientrano nel normale quadro epidemiologico che ogni anno caratterizza questo periodo. Non c’è quindi da allarmarsi”. L’assessore lancia nuovamente “l’invito a vaccinarsi per coloro che non l’abbiano ancora fatto, soprattutto se portatori di malattie pregresse. E’ ancora possibile farlo, e lo sarà sino a che l’incidenza settimanale, tuttora in crescita, non inizierà a scendere”. Coletto ricorda infine che sono ancora abbondanti le scorte di vaccino e che, comunque, le strutture sanitarie venete sono perfettamente attrezzate per affrontare la situazione. L’anno scorso l’influenza H1N1 aveva colpito più di 300mila persone, con 182 ricoveri e 13 decessi.

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