La Regione taglia i fondi, il turismo rischia il fallimento

Da oggi chiusi gli uffici del Garda. L'assessore Pozzani: "Pretendiamo risorse da Venezia"

La Regione taglia i fondi, il turismo rischia il fallimento

I numeri tengono. Anzi, vanno oltre le aspettative. Ma sta per arrivare una stangata da Venezia per il settore turistico veronese. Nel bilancio che la Regione sta per approvare, infatti, sono previsti tagli per il 57% alla Provincia scaligera, per i consorzi si parla di percentuali ancora maggiori. Risorse più che dimezzate. Ciò vuol dire niente soldi per pagare gli addetti agli uffici di Informazione e accogienza turistica. Da questa mattina, infatti, le sei sedi degli Iat posti nella zona del lago di Garda, da quello di Peschiera a quello di Malcesine, non hanno aperto. E non apriranno fino all'estate. Anche l'ufficio turistico dell'aeroporto ha fatto la stessa fine. I contratti a tempo determinato di quindici dipendenti, che scadevano ieri, non sono stati rinnovati. Resistono stoiacamente uno Iat a Boscochiesanuova, in funzione della stagione invernale, e l'ufficio centrale in piazza Bra.

I trasferimenti regionali servono soprattutto a pagare gli stipendi. Nel 2010, infatti, per pagare i dipendenti, la Provincia ha speso un milione e 100mila euro. Ora, come sembra, nelle casse dei palazzi Scaligeri entreranno non più di 475mila euro. Dal Garda all'est veronese, dalla Lessinia al centro storico scaligero, dappertutto si respira un'atmosfera molto preoccupata. "La prospettiva per il futuro - afferma Giovanni Zenatello, presidente della sezione alberghi di Confindustria - è di 'zero tituli'. Anche se i numeri sono positivi non c'è da parte nostra nessun trionfalismo. Perché se le presenze e gli arrivi migliorano, dobbiamo tenere nel dovuto conto anche il tasso di occupazione del settore e i prezzi medi. E su questo frangente sono molto preoccupato".

Dello stesso avviso l'assessore provinciale al Turismo Ruggero Pozzani, che chiede alla Regione di avere il coraggio di prendere una scelta politica chiara e decisa: "Noi non chiediamo che il nostro settore sia finanziato. Lo pretendiamo - attacca - Altrimenti che a Venezia si riprendano le competenze di settore. Tutti gli sforzi compiuti in questi anni verrebbero vanificati". Anche la possibilie introduzione della tassa di soggiorno non viene vista di buon occhio da Pozzani: "Se la Regione dovesse decidere di perseguire questa strada dovrà coinvolgere tutto il comparto turistico, non sempre i soliti che ci vanno di mezzo - spiega - e soprattutto l'importante è che i soldi tornino sul territorio. Questo non sia considerato dalla Regione un modo per fare cassa".

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