"La gente sta scappando dalle bombe"

Monsignor Martinelli tenta di mettere in salvo i rifugiati nella sua chiesa "Portiamoli in Tunisia"

"La gente sta scappando dalle bombe"

Oltre duemila persone si sono rifugiate nell'unica chiesa cattolica aperta al culto dei fedeli. Cercano sicurezza e sostegno. La maggior parte sono eritrei, ma le richieste d'aiuto sono talmente tante che il vescovo di Tripoli Giovanni Innocenzo Martinelli non può assecondarle tutte. Si tenta di fare il possibile.

“Stiamo cercando di organizzare la partenza degli eritrei e dei rifugiati di altra nazionalità verso la Tunisia, la cui frontiera dista centocinquanta chilometri da Tripoli - spiega il prelato - Da parte delle autorità libiche e di quelle tunisine non abbiamo trovato ostacoli. In Tunisia sono presenti le organizzazioni internazionali che potranno prendersi cura di loro. Nel frattempo continuiamo ad assistere i rifugiati che si trovano ancora a Tripoli”.

La paura consiglia a molti di andarsene. Anche chi era prezioso per assicurare assistenza sanitaria ai feriti negli ospedali. “La piccola comunità cattolica si è ormai ristretta - spiega monsignor Martinelli - Oggi dovrebbero partire un centinaio di persone, tra infermiere filippine e lavoranti di altre nazionalità, che hanno preferito lasciare il Paese. Ma negli ospedali ci sono ancora diverse infermiere filippine che continuano la loro opera. Alle nostre celebrazioni partecipano ormai solo gli immigrati africani. Ed è sempre una bella testimonianza di fede in questi momenti così difficili”.


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