La diossina tedesca accorre in aiuto delle nostre imprese

Nel 1999 un'allarme sanitario analogo colp il Belgio. E le imprese italiane esportarono di pi

La diossina tedesca accorre in aiuto delle nostre imprese
La salute prima di tutto. Subito dopo, però, contano i soldi. Le imprese veronesi produttrici di carne suina, pollami, uova e latte potrebbero scorgere all'orizzonte dei benefici dal caso diossina che sta paralizzando la Germania. In ogni caso, anche su indicazione del ministero della Sanità, in questi giorni si sta procedendo a dei controlli di qualità mirati, con l'obiettivo di scongiurare qualsiasi dubbio sulla qualità dei prodotti alimentari provenienti dalle aziende veronesi.

Nessun pericolo sulle tavole degli italiani. "Ad oggi - ha dichiarato il sottosegretario alla Salute Francesca Martini - le autorità tedesche escludono l'esportazione in Italia di mangimi o prodotti alimentari provenienti dalle partite contaminate. In ogni caso, giovedì si terrà una riunione tra ministero, Nas e Regioni per intensificare tutti i controlli sui prodotti di origine tedesca, in particolare carni suine e latte a lunga conservazione".

Discorso diverso per quanto riguarda uova e pollame. Oggi non abbiamo necessità di importarne. "Siamo in un periodo di sovraproduzione - spiega  Rita Pasquarelli, direttore dell'Una, l'Unione nazionale dell'avicoltura - quindi non c'è proprio motivo per acquistare merce dall'estero". Intanto in Germania è crollata la domanda di generi alimentari. La gente non si fida. Se questa psicosi collettiva continuerà, le imprese veronesi potrebbero trarne vantaggio. Già nel 1999, infatti, ci fu un "allarme diossina" in Belgio. Durato un mese e mezzo circa. In quel caso le esportazioni del tessuto produttivo veronese aumentarono. Dando una "spintarella positiva" ai bilanci. Non sarà sportivo dirlo, ma, se la Germania crolla, il territorio scaligero potrebbe aprofittarne.

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