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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Interviste

La difesa di Fabio Venturi "Sono estraneo ai fatti"

Il vicepresidente della Provincia respinge l'accusa di aver avvertito un locale prima dei controlli

"A fronte dell'articolo apparso oggi su un quotidiano locale credo sia giusto puntualizzare alcune cose". Il vicepresidente della Provincia Fabio Venturi risponde alle indiscrezioni pubblicate questa mattina su un quotidiano veronese con un comunicato. "Al momento non ho ricevuto alcun avviso di garanzia, comunicazione, atto. Mai sono stato interrogato o sentito. E pertanto posso solo basarmi su quanto apparso su tale quotidiano stamattina - spiega - Sono sereno, non ho perso il sorriso che mi contraddistingue, e non lo perderò. E' giusto e corretto lasciar lavorare la magistratura tranquillamente, fiducioso che tutto si risolverà per il meglio. Qualora dovessi essere ufficialmente indagato mi rendo immediatamente disponibile a rispondere alle domande di qualsiasi magistrato e a chiarire la mia posizione. E mi auguro, eventualmente, di poterlo fare presto".

"Ritengo altrettanto corretto - spiega nella nota Venturi - dire che ho conosciuto l'ex vicecomandante Pasini per evidenti motivi di collaborazione istituzionale, per il mio ruolo di presidente della quinta circoscrizione. Rapporto basato sulla reciproca collaborazione, fatta di segnalazioni per risolvere varie problematiche legate alla difficile convivenza, in alcuni casi, tra locali pubblici e residenti. E ritengo sia doveroso da parte di un presidente di circoscrizione".

"Per quanto riguarda la vicenda del Bar Tiffany, che tra l'altro non è nel territorio della quinta circoscrizione - continua il vicepresidente della Provincia - ritengo di aver fatto correttamente un'azione di mediazione tra alcuni residenti esasperati dal disturbo e i titolari del locale stesso. Azione mirata a risolvere il problema, a dare suggerimenti al locale per ridurre le problematiche di coesistenza, come ad esempio chiedere e ottenere la presenza all'esterno del locale di loro personale per "zittire" i clienti, il divieto di uscita dal locale con bottiglie e bicchieri di vetro, la riduzione del volume dell'impianto acustico, e così via; azioni logiche e concrete, direi di buon senso, suggerite dal sottoscritto proprio per raggiungere una civile convivenza tra i residenti e il locale".

"Credo di aver agito correttamente - si conclude nella nota - perché ritengo che ai residenti interessi molto di più risolvere il problema che qualsiasi altra cosa. Almeno così, da sempre, interpreto il mio ruolo. Mai mi sono permesso di chiedere alla polizia municipale di non fare controlli a quello o ad altri locali. Esattamente il contrario. Mai mi sono permesso di chiedere alla polizia municipale di ignorare petizioni o lamentele, anche perché ero io il primo portatore delle lamentele di alcuni residenti.Non è proprio nel mio modo di fare politica. Lascio ai cittadini ogni considerazione sul fatto che una persona possa apprendere di essere (forse) indagata attraverso un giornale".

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