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Interviste

La diagnosi precoce del tumore alla prostata realt

L'ospedale di Negrar uno dei sei centri in Italia ad eseguire questa tipologia di servizio medico

Da pochi giorni anche a Verona è possibile effettuare un nuovo test per la diagnosi precoce del tumore alla prostata, patologia che colpisce un uomo su 11 nella fascia di età dai 40 ai 70 anni. Ad eseguirlo in Italia sono solo sei centri, tra questi l’ospedale Sacro Cuore-Don Calabria di Negrar, l’unico nel Veneto, grazie alla collaborazione tra l’Unità operativa di Urologia, diretta dal dottor Angelo Molon, e il Laboratorio di Analisi cliniche del dottor Stefano Ciaffoni.

Si tratta di un semplice esame del sangue, lo stesso con cui viene rilevato il Psa, l’enzima prodotto dalla prostata. Ma mentre quest’ultimo indica in modo generico lo stato di salute dell’organo prostatico, la frazione del Psa libero (denominato –2proPsa) determina il livello di rischio della presenza di carcinoma alla prostata. I vantaggi del nuovo esame sono duplici, spiegano gli specialisti del “Sacro Cuore-Don Calabria di Negrar”.

Da una parte si garantisce una sicurezza di diagnosi al paziente che nemmeno la biopsia prostatica è in grado di dare. Dall’altra si riducono del 30% le biopsie negative, evitano così di sottoporre inutilmente il soggetto ad un esame invasivo con possibili complicanze, e si diminuiscono i costi a carico della collettività per procedure non necessarie. Il nuovo test per ora non è mutuabile ed ha un costo per il paziente di 150 euro, contro i circa mille euro di una biopsia prostatica, rimborsabile dal Servizio sanitario nazionale. Il cancro alla prostata è la più frequente neoplasia maligna non cutanea nel sesso maschile: ogni anno in Italia vengono diagnosticati 43mila nuovi casi e si registrano 7.500 decessi causati da questa malattia.

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