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L'Universit senza soldi e cerca investitori tra i privati

Il rettore Mazzucco all'inaugurazione dell'anno accademico: "Dobbiamo drenare risorse dall'esterno"

L’Università di Verona lancia un appello che sa tanto di grido d’allarme. “È necessario ammodernare il sistema universitario nel nostro Paese”. Con queste parole il magnifico rettore dell’Ateneo scaligero Alessandro Mazzucco ha inaugurato l’anno accademico 2010/2011. Il rettore è partito dalla recente approvazione della riforma del ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, che già a fine dicembre aveva elogiato, ma si è spinto oltre chiedendo comunque nuove risorse per le Università italiane.

Secondo Mazzucco “il nostro sistema universitario è indiscutibilmente finanziato in modo insufficiente”, ma la domanda che il rettore si pone è chiara: “Come verrebbe usato un maggior finanziamento in assenza di riforme?”. La risposta viene data citando il compianto ex ministro del Tesoro Tommaso Padoa Schioppa, che proprio dall’Ateneo veronese aveva detto che “prima di versare altro vino nella botte sia necessario ripianare i buchi”. In soldoni, secondo Mazzucco la riforma è necessaria, ma deve essere accompagnata da una maggiore responsabilizzazione da parte delle Università stesse, ma anche da un allargamento dei finanziamenti a investitori privati.

“Dobbiamo imparare a operare con minori risorse”, ha detto chiaramente Mazzucco, che ha parlato di ridurre la spesa fissa tagliando anche la spesa del personale. Certo che “appare tuttavia impensabile ridurre il numero dei docenti senza produrre gravi danni alla offerta produzione didattico-scientifica”, ha aggiunto il rettore. Questo porterebbe ad un inevitabile circolo vizioso che comprometterebbe la ricerca. La ricetta di Mazzucco per risolvere questo problema è semplice: “Dobbiamo imparare a drenare risorse dall’esterno”. Perché, secondo il rettore, lo Stato non è più in grado di finanziare gli Atenei ed allora questi dovranno rivolgersi a finanziamenti privati.


Per quanto riguarda Verona “fino ad ora abbiamo operato prevalentemente operazioni difensive – ha spiegato Mazzucco -, nel senso che abbiamo dato una nostra personale e, credo do poter dire, virtuosa interpretazione dei vincoli di varia natura non voluti da noi, che ci hanno costretto a ridurre la spesa”. Ma adesso, secondo il magnifico rettore, questo non sarà più sufficiente ed allora l’Università di Verona cercherà “all’interno del territorio regionale, o forse anche interregionale, quelle sinergie che consentano di riprogrammare negli ambiti che più volte ho citati (formazione superiore, ricerca, innovazione) un nuovo ruolo dell’Università di traino per lo sviluppo, per dare opportunità ai nostri giovani”.

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