"Irregolarit e lavori a rilento: aree Peep mercificate"

L'allarme del Pd: "Il Comune indifferente all'aumento vertiginoso dei prezzi e agli speculatori"

"Irregolarit e lavori a rilento: aree Peep mercificate"

“E’ passato troppo tempo sulle questioni delle aree Peep, e sulla cessione del credito all’Agec del 6 percento. Troppi documenti stanno diventando lettera morta. La situazione è grave per le famiglie che si erano iscritte alle cooperative. Le stesse che avevano necessità di approfittare di prezzi calmierati. I più bisognosi si sono visti crescere in maniera smisurata dei costi al metro quadrato per la costruzione degli appartamenti”. Torna sulla questione Peep il Partito Democratico veronese. A parlare è Stefano Vallani, consigliere della settima Circoscrizione: “Vogliamo un chiarimento da parte del Comune. L’indifferenza di Palazzo Barbieri ha generato problemi alle stesse cooperative, che per l’aumento vertiginoso dei prezzi, si son viste mancare gli iscritti. Tutto ciò produce un ritardo all’edificazione degli immobili”. Lavori a rilento sui lotti già autorizzati, secondo il centrosinistra, che rileva le maggiori difficoltà a San Michele, Montorio, Madonna di Dossobuono e San Massimo.

A rincarare la dose è anche il consigliere comunale Roberto Uboldi, che lancia l’ipotesi di una “mercificazione vergognosa”. “Per colpa del troppo tempo trascorso- sostiene Uboldi- si sta verificando un mercato sotterraneo di compravendita dei diritti d’opzione sui singoli appartamenti. Nessun controllo è stato fatto sui requisiti delle persone iscritte alle cooperative e soprattutto non c’è chiarezza sui titoli di chi sta costruendo. Di norma ci dovrebbe essere l’iscrizione alle liste per gli assegnatari. Ma in questa vicenda sono emerse finte cooperative, soci fasulli o prestanomi. L’elenco delle cooperative comprendeva soci che non avevano i requisiti essenziali. Con queste modalità, la tradizione consolidata, da decenni a Verona, delle aree Peep come veicolo per l’acquisto della prima casa è stata azzerata. Il costo dell’appartamento nelle aree Peep ora equivale a quello in un mercato libero”.


Secondo il Pd scaligero le criticità provengono anche dalla formula, rimasta identica, sulla cessione del 6 percento di tutto il costruito all’Agec. Continua Uboldi: “L’Agec, da parte sua, sostiene che la quota sia una donazione che ogni cooperativa fanno liberamente. Si tratta di un ricatto senza ‘se’ e senza ‘ma’, andando a costituire quella tassa sulla prima casa che non c’è mai stata”. Una soluzione però, per i democratici, esiste. E parte dalla prossima presentazione del piano degli interventi del Comune, è sempre Uboldi: “Lo spazio delle aree Peep deve essere rilanciato. Per questo noi proponiamo che ogni richiedente ceda un terzo dell’area minimamente al Comune, che verrà poi girata a titolo gratuito alle cooperative di primo intervento, e consentirebbe di avere un abbassamento dei costi”.

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