Il Pd con Schinaia, anche al nord c' il rischio mafia

I democratici oggi durante il consiglio comunale presenteranno una mozione per la legalit

Il Pd con Schinaia, anche al nord c' il rischio mafia
Sensibilizzazione e legalità. È la richiesta del Pd in risposta al recente intervento del procuratore capo Mario Giulio Schinaia che aveva definito il nord Italia come "non immune alle infiltrazioni mafiose".

"Lo scorso lunedì 21 marzo si è celebrata la giornata della memoria in ricordo a tutte le vittime di mafia -ha detto Stefano Vallani segretario cittadino del Pd-. L'obiettivo è quindi quello di tenere sempre alto l'allarme su questo fenomeno che si sta sempre più insediando anche al nord, soprattutto negli ambienti ricchi come quelli della nostra provincia. Per questo chiediamo ai nostri amministratori una particolare attenzione per quanto riguarda il sistema degli appalti, ma anche per far crescere una cultura civica di maggiore sensibilità nei confronti di questi fenomeni".

"Non vogliamo dire che le opere in cantiere siano compromesse, ma solo lanciare un appello affinchè sia garantita trasparenza e legalità -ha ribadito il consigliere comunale Ivan Zerbato-. Quello che fa discutere sono i recenti arresti di 300 malviventi collegati alla 'ndrangheta nel milanese, sotto casa nostra. Ci sono molte opere e appuntamenti importanti. Bisogna essere in uno stato di massima allerta e di prevenzione, intanto è importante dimostrare una volontà politica forte e compatta".

Secondo i dati di Libera Verona, aggiornati al primo novembre 2010,  su 80 immobili confiscati in tutto il Veneto a persone legate a clan mafiosi e di criminalità organizzata, ben 24 si troverebbero nel veronese.
Due in gestione al Demanio, gli altri nei comuni di Bussolengo, Castel d’Azzano, Cerea, Erbè, Isola della Scala, Oppeano, San Giovanni Lupatoto, Sanguinetto, Verona. Delle 4 aziende per lo stesso motivo confiscate in Veneto, una si troverebbe in provincia di Verona. Il Procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, in un recente convegno a Verona ha affermato: “Un sistema di piccole e medie imprese, come quello tipico di molte aree della regione veneta, non può assolutamente considerarsi immune dal pericolo di infiltrazioni mafiose".

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