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Interviste

Giustizia in affanno, appello ai parlamentari veronesi

Processi saltati e personale sotto organico, la Provincia chiede soluzioni alla politica

Il Pd torna sulle difficoltà in cui versano gli uffici giudiziari del Tribunale di Verona e il Consiglio provinciale approva. Grazie all'ordine del giorno presentato dal consigliere democratico, Clara Scapin, approvato all'unanimità nella seduta di ieri, il Consiglio ha impegnato il presidente Giovanni Miozzi ad attivare i parlamentari veronesi affinché vengano trovate soluzioni stabili ai problemi della giustizia veronese emersi il 17 novembre scorso nel corso dell'audizione del presidente del Tribunale penale Dario Bertazzolo.


Ai parlamentari verrà chiesto di promuovere soluzioni a livello governativo in materia di revisione delle circoscrizioni giudiziarie, incentivazione del personale amministrativo con la ripresa dei concorsi interni di carriera, corsi di aggiornamento per i cancellieri, aumento delle risorse, Corte d'appello a Verona. L'atto di indirizzo approvato prevede anche che il presidente della Provincia Giovanni Miozzi esprima solidarietà a tutto il personale del Tribunale. “La giustizia non è esattamente materia di pertinenza della Provincia- spiega Scapin- ma poiché rappresenta uno dei diritti fondamentali dei cittadini assieme alla scuola, alla sanità ed al lavoro, il Consiglio Provinciale deve farsene carico. Durante l’incontro del novembre scorso con il presidente Bertezzolo avevamo preso consapevolezza della situazione problematica del nostro tribunale il quale, pur rimanendo tra i più efficienti d’Italia, si trova ora in serie difficoltà, con circa 30 processi saltati ogni mese per mancanza di personale, magistrati, cancellieri e in generale di risorse. La politica promette spesso impegno a garanzia della sicurezza, dei processi brevi, di leggi chiare e certe, quando nella realtà i nostri tribunali sono oberati dal lavoro, in cronica carenza di personale, mezzi economici e tecnologici e in difficoltà davanti a leggi farraginose, complesse e a volte contraddittorie. Ricordo, ad esempio, che a fine anno era scoppiato l'allarme per i tagli governativi al Bilancio della Giustizia, che aveva messo in crisi la manutenzione informatica nei tribunali con il gravissimo rischio di paralisi, problema solo temporaneamente risolto”.

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