Fogliardi: Contiamo poco, serve un rilancio"

Lonorevole del Pd: Lamministrazione manca di progettualit per la citt"

Fogliardi: Contiamo poco, serve un rilancio"

Giampaolo Fogliardi, figlio dell’ex parlamentare Alberto Fogliardi, è nato l’8 gennaio 1953 a Castelnuovo del Garda, dove il padre è stato anche sindaco. Laureatosi in Scienze Politiche all’Università degli studi di Padova, negli anni '70 è stato dirigente nazionale del Movimento giovanile della Democrazia cristiana, e nel 1985 è stato eletto sindaco di Castelnuovo, riconfermato fino al 1995. Dal 1999 al 2007 è stato segretario provinciale a Verona prima del Partito popolare italiano, e poi della Margherita, di cui è stato vice segretario regionale veneto dal 2004 al 2006. Dal 2006 è deputato del Partito democratico e attualmente ricopre la carica di capogruppo del Pd nella Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria.

Onorevole, come sta vivendo il suo ruolo da deputato?

"Con grande entusiasmo e serietà. Noi deputati dobbiamo essere la cerniera tra il territorio e il Parlamento".

Sta lavorando ad alcune proposte di legge particolari?
"Ho appena incontrato il comparto del tessile e del pronto moda veronese. Crisi e concorrenza sleale di alcuni hanno aggravato le condizioni del comparto. Serve un progetto di legge specifico. Mi preoccupano anche le riforme degli ordini professionali, dove si tagliano le gambe ai giovani. Anche la privatizzazione dell'acqua è una questione da affrontare. Inoltre in Commissione Finanze mi occupo di progetti molto specifici e tecnici sulla fiscalità. Sono impegnato a 360 gradi".

Cosa pensa del caso Marrazzo?
"Il gossip non mi interessa. Comunque ha fatto bene a dimettersi. Non poteva più guidare con serenità la regione Lazio".

Alcuni ex democristiani stanno lasciando il Pd per spostarsi verso il Centro. Lei come vede questo fenomeno? Quali sono le sue intenzioni?
"Sono anni che lavoro al progetto del Pd, non mi interessano i partitini di rappresentanza, ma i grandi progetti politici. Lasciamo lavorare Bersani, sono certo che anche lui sappia che la riedizione di quello che furono i Ds sarebbe il fallimento dell'intero progetto. Una via senza ritorno per gli stessi ex-Ds.I tempi nuovi non hanno bisogno dei contenitori del Novecento. Per questo mi sono messo in gioco dal primo giorno ed ho accettato, senza rinnegare le mie origine democraticocristiane, la sfida del Pd. Se mai dovessi sentirmi un ospite sgradito trarrò le mie valutazioni. Per ora lavoro per dare al mio partito un profilo moderno e riformista".

Quale peso politico ha, secondo lei, la città di Verona a Roma?
"Scarso. Basti vedere la Lega Nord, che sa solo fare baccano sul territorio, e poi a Roma vota compatta per togliere la gestione dell'acqua ai nostri Comuni. Il vecchio detto del "can che abbaia non morde" calza a pennello. Dov'è il federalismo fiscale di Calderoli? Perché i leghisti non appoggiano la battaglia dei sindaci che vogliono trattenere il 20% dell Irpef? Hanno tolto l'Ici che era l'unica tassa federale ed i nostri Comuni ora sono strozzati. Per non parlare delle Ronde, tanti discorsi per niente mentre in sordina tagliavano i fondi alla Polizia di Stato!"

Come si sta comportando secondo lei il Pd a Verona?
"Il partito è vivo, e ringrazio tutti i militanti che hanno contribuito alla riuscita delle primarie, un'autentica festa democratica.Però dalla Segreteria provinciale deve partire una fase di rilancio, un progetto organico per la nostra città".

Si può migliorare qualcosa per far sì che qui a Verona vi siano meno ripercussioni dovute alla crisi economica?
"La crisi è globale e non esistono misure ad hoc per Verona. Certo che la mancata realizzazione del Polo Finanziario e della Tramvia, la crisi dell'aeroporto Catullo, il flop della mostra del Louvre dello scorso anno e la vendita dei palazzi storici mostrano una amministrazione che incide con misure spot, ma manca di progettualità per il sistema Verona. La priorità della città non è un opera faraonica come il traforo delle Torricelle".

Secondo lei quali opportunità sta perdendo Verona con queste amministrazioni in Comune e Provincia? E come, ad esempio, avrebbe gestito la questione Catullo?
"Verona deve sfruttare la sua posizione privilegiata, all'incrocio tra la Milano-Venezia e la direttrice del Brennero. E' stato un errore del passato creare Montichiari per poi lasciarlo in disuso, ma dobbiamo continuare a ragionare su un sistema del Garda che sappia fare sistema con i lombardi e far valere la nostra posizione strategica, sia a livello italiano che europeo".


Alle regionali appoggerebbe un’eventuale corsa solitaria di Galan (appoggiando quindi l’Udc)? "Nessuno vuole essere la stampella di Galan. Dopo tutti questi anni può farsi da parte. Però il centrosinistra non deve rimanere immobile di fronte alla crisi della coalizione avversaria. Pensiamo a ciò che avvenne a Verona quando vinse Paolo Zanotto, sostenuto anche da alcuni fuoriusciti del centro-destra che si riconobbero nel nostro progetto. La situazione è in continua evoluzione e il Pd deve esercitare un ruolo da protagonista".

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