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Martedì, 7 Dicembre 2021
Interviste

Ecco la censura della Lega: Questi libri non li vogliamo

Il Carroccio invita le scuole a non adottare le opere degli autori che difendono Cesare Battisti

Un invito che ha fatto rumore. E che ha spaccato la maggioranza sia in Regione che in Provincia. L'assessore regionale all'Istruzione Elena Donazzan, del Pdl, si è messa alla testa di una crociata contro gli autori che nel 2004 hanno firmato un appello a favore di Cesare Battisti, il terrorista rosso condannato all'ergastolo per quattro omicidi, chiedendone la liberazione. Tra i quali spiccano i nomi di Tiziano Scarpa, Massimo Carlotto, Vauro e Roberto Saviano, il quale in seguito ha ritirato la sua firma. "Inviteremo tutte le scuole del Veneto a non adottare, far leggere o conservare nelle biblioteche i testi diseducativi di questi autori - ha affermato la Donazzan - un boicottaggio civile è il minimo che si possa chiedere". Una posizione che ha fatto gridare alcuni al ritorno dell'Indice dei Libri Proibiti, non esludendo il ricorso alle vie legali.

L'assessore ha trovato una sponda fertile nella Lega Nord. Il Carroccio, con il presidente del Veneto Luca Zaia in testa, si è detta asssolutamente d'accordo con le dichiarazioni della Donazzan. "Il nostro governatore è stato chiaro - afferma il segretario provinciale della Lega Nord Matteo Bragantini - quando ha detto che questi autori non ci rappresentano degnamente, perché sulla questione Cesare Battisti l'Italia ha una posizione univoca. Non si può difendere un delinquente". L'assessore provinciale all'Istruzione Marco Luciani, dello stesso partito di Elena Donazzan, preferisce ammorbidire i toni. "Mi sembra un'iniziativa di tipo politico più che amministrativo - dichiara - credo che la volontà sia quella di sollevare il problema e di stimolare un dibattito tra gli studenti. E' comunque nella facoltà dell'assessore regionale prendere questa posizione". Un'occasione per discuterne, quindi. "Anche perché la stragrande maggioranza degli studenti non conosce chi è Cesare Battisti - continua Luciani - L'importante è che se un giovane prende in mano un libro di Massimo Carlotto, per esempio, sappia che ha firmato questo appello e che cosa vuol dire".

Nel frattempo il mondo della scuola è in subbuglio. E intende far appello sul buon senso. "Non possiamo costringere i nostri studenti a non leggere alcuni libri - commenta Marcello Schiavo, preside del liceo scientifico Girolamo - soprattutto nel caso in cui si parla di autori il cui valore è riconosciuto anche all'estero. Non c'è motivo per non farli leggere. L'importante è che si stimolino dibattiti sulla vicenda Battisti, e, soprattutto, che si sappia chi è".

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