Ecco i comitati anti-unit "Ma la storia li smentisce"

Presentata l'organizzazione contro il 17 marzo. Gli storici: "L'urlo era Italia, Garibaldi e Pio IX"

Ecco i comitati anti-unit "Ma la storia li smentisce"

I tentacoli del revisionismo storico sono arrivati a colpire anche il Risorgimento. Prevedibile. Vista la grossa visibilità che assicura schierarsi contro le celebrazioni dell'Unità d'Italia. Sono stati presentati oggi in città i "Comitati antirisorgimentali", che avranno l'obiettivo di organizzare delle contromanifestazioni il 16 e 17 marzo per testimoniare il loro poco entusiasmo verso l'Italia unita. "Gli Enti pubblici, come Verona, che festeggieranno sono dei masochisti - afferma Matteo Castagna, portavoce dei comitati - celebrano una data che ha portato solo divisioni e sette guerre civili, da Napoleone alla seconda guerra mondiale".

Questa battaglia contro il Risorgimento cerca anche i propri simboli. E i propri nemici. Come Garibaldi, l'eroe dei due mondi. La cui statua in piazza delle Poste, secondo le volontà del Comitato, andrebbe sostituita con quella di Pio IX. "Sono completamente fuori strada - commenta Gian Paolo Romagnani, direttore del dipartimento di storia dell'Università di Verona - il Risorgimento è iniziato dalla figura di Pio IX. Tra il 1846 e il 1848, assieme a Mazzini e Garibaldi, era il simbolo di chi sognava l'Italia unita. Solo in seguito l'eroe dei due mondi e il pontefice si fecero la guerra. Ma questi due anni sono stati fondamentali per arrivare all'Italia unita".

Tentativo andato a vuoto, dunque. Pio IX sarebbe un simbolo sbagliato, o, se proprio lo si volesse rendere icona dell'antirisorgimento, diverrebbe una figura che verrebbe troppo semplificata a uso e consumo dell'attualità. "Non si può schiacciare il suo personaggio in questo modo - continua Romagnani - bisogna tenere conto della sua complessità. Dopo il '48, comunque, questo Papa fu l'uomo del Sillabo. Fu un antiliberale. Contro le libere istituzioni, contro la libertà religiosa, contro la libertà di stampa. Una delle figure più negative dell'Ottocento. Incompatibile con le nostre democrazie occidentali".

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