Eccidio divisione Acqui, la citt ricorda la vergogna

Domani al monumento ai caduti alle 10 cerimonia con la consegna ai reduci di una medaglia d'argento

Eccidio divisione Acqui, la citt ricorda la vergogna

Domani, in circonvallazione Oriani, si svolgerà la cerimonia per il 68esimo anniversario dell’eccidio della Divisione Acqui. Le celebrazioni avranno inizio alle 10 al monumento nazionale, eretto a Verona nel 1966, per l’elevato numero di veronesi caduti a Cefalonia e Corfù. Parteciperanno gli ormai pochi reduci e superstiti di quelle tragiche giornate, provenienti da tutte le Regioni d’Italia. A loro quest'anno sarà dedicato un momento particolare, con la consegna di una medaglia d'argento e di un diploma, realizzati dall'Associazione Nazionale Divisione Acqui e dalla Fivl (Federazione Italiana Volontari della Libertà), come segno di riconoscenza per i loro tragici trascorsi bellici.

Oltre alle numerose autorità civili, militari e religiose, locali e nazionali, saranno presenti i labari e le bandiere delle associazioni d’Arma, Combattentistiche e della Resistenza e numerosi gonfaloni di città e province decorati al Valor Militare. Particolari onori saranno riservati al medagliere dell’Associazione Nazionale Divisione Acqui, con le sue 27 medaglie d’oro, ai decorati viventi e ai familiari dei decorati alla memoria, nonché alla bandiera di guerra del 17esimo reggimento “Acqui”, decorata di medaglia d’oro al valor militare. Sarà presente un reparto militare di formazione pluriarma e la banda musicale militare.

La ricorrenza ricorda uno dei più tragici fatti accaduti all’esercito italiano durante la seconda guerra mondiale, tra il 12 e il 26 settembre del 1943, con la morte di circa 10mila soldati italiani. La divisione Acqui era dislocata in Grecia, nelle isole ioniche di Cefalonia e Corfù, con l’Italia alleata della Germania. Con l’armistizio dell’8 settembre 1943, il governo del regno d’Italia firmò la tregua nei confronti degli angloamericani. All’intimazione di deporre le armi da parte degli ufficiali tedeschi, la divisione Acqui preferì il combattimento e il sacrificio al disonore del disarmo, mantenendo fede al giuramento fatto alla patria. Cominciarono le battaglie e la Divisione Acqui, lasciata a lungo senza ordini chiari, come tutto l’esercito italiano, fu sopraffatta dalle preponderanti forze tedesche. La rappresaglia della Vehrmacht fu tremenda.

A Cefalonia morirono in combattimento 65 ufficiali, 1.250 sottufficiali e soldati, furono sommariamente fucilati 325 ufficiali e 5mila sottufficiali e soldati e oltre 3mila sottufficiali e soldati risultarono dispersi in mare, per il volontario affondamento delle navi che dovevano trasportarli nei campi di concentramento e di prigionia. Nell’isola di Corfù morirono in combattimento 2 ufficiali e 600 sottufficiali e soldati e altri 17 ufficiali furono fucilati.

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