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Corteo Cgil, slogan e canti "Ci prendiamo il futuro"

Oltre mille persone hanno percorso le strade della citt "No gli accordi separati". Caos traffico

Un fiume di gente, circa millecinquecento, hanno percorso le strade della città da piazzale XXV aprile, vicino alla stazione, per raggiungere piazza Isolo verso le 12, fermandosi anche in piazza Bra. All'ombra dell'Arena. Alla fine del tragitto sono intervenuti i rappresentanti sindacali. Ragazzi e anziani, donne e uomini hanno manifestato a pochi metri l'uno dall'altro. Con gli studenti che dagli altoparlanti hanno cantato Guccini e De Andrè, mentre alla testa del corteo un'automobile a messo a tutto volume I Cento Passi, canzone che inneggia all'antimafia e alla vita di Peppino Impastato.

Gli animi erano tranquilli, anche se i commenti proferiti a mezza voce non erano certo accomodanti. "Eccola la nuova sede della Cisl", afferma per esempio un ragazzo della Fiom indicando col dito la sede di Confindustria in piazza Cittadella. Lo slogan più ricorrente è "basta firme su accordi separati". Si urla a gran voce "lavoro, lavoro". E quando il corteo arriva in piazza Bra, proprio di fronte a palazzo Barbieri sede del Comune, dalle casse parte l'inno di Mameli. Cantato dalla folla. Con in testa anche il segretario del Partito Democratico scaligero Vincenzo D'Arienzo.

"In tutta Italia ci sono manifestazioni che stanno riuscendo alla grande, con la partecipazione di gente che lavora, giovani e pensionati. Questo indica che le rivendicazioni che avanziamo al governo sono giuste - afferma Agostino Megale, segretario generale Fisac, il sindacato dei bancari della Cgil - chiediamo un fisco più giusto, la riduzione delle tasse sul lavoro e in particolare un cambio di rotta della politica che dia stabilità ai giovani. Basta coon il lavoro precario, basta con l'incertezza e l'insicurezza delle nuove generazioni. I ragazzi devono poter guardare al futuro con non solo speranza, ma anche certezze per il loro domani". Il segretario, nel suo discorso in piazza Isolo, si è molto rammaricato dell'assenza delle altre sigle sindacali. "Mi sto impegnando molto per ricostruire l'unità - ha dichiarato - è un punto cruciale su cui lavorare".

Presenti il comitato contro il nucleare, gli operai dell'ex cartiera Cadidavid, gli studenti dell'Udu, unione degli universitari, in fondo al corteo, le bandiere della Fiom sono in maggioranza. "Il precariato è una piaga anche per noi - spiega un dipendente della Fondazione Arena - i tagli al personale sono costanti. Ciò non giova all'immagine della fondazione, che oltre agli spettacoli è anche un traino dell'economia della città. Noi chiediamo occupazione per i giovani, perché manca un ricambio generazionale".

I disagi alla circolazione non sono mancati. Durante il corteo gli autobus che transitavano per piazzale XXV aprile venivano deviati. Il traffico è andato nel caos, in particolare in zona fiera: chi doveva percorrere viale Piave rimaneva bloccato. La situazione si è aggravata in virtù anche della protesta dei vigili urbani, che hanno incrociato le braccia. Anche loro.

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