Negrar, sponde del torrente in sicurezza entro fine mese

Interventi del Genio civile per riparare i muri di difesa abbattuti dall'alluvione di novembre

Negrar, sponde del torrente in sicurezza entro fine mese

Sono in via di completamento i lavori del Genio Civile di Verona, attivati d'urgenza alla fine di novembre  per rimettere in sesto la sponda sinistra del torrente Negrar in località San Vito, devastata dalla grande alluvione del 31 ottobre. La furia dell’acqua aveva compromesso i muri di difesa lungo la strada Provinciale 12, principale arteria che collega frazioni e centro abitato con la pianura e Verona, ed è dunque sempre molto trafficata, anche da mezzi pesanti.

L’intervento ha richiesto accorgimenti particolari, sia per limitare i disagi al traffico in continuo transito, sia per la difficoltà di operare all’interno dell’alveo, di larghezza relativamente scarsa da 5 a 6 metri, sia per la presenza sotto il ciglio stradale della condotta fognaria, ad un metro di profondità rispetto alla sommità spondale. I cantieri, del costo complessivo di 250 mila euro, dovrebbero chiudersi entro il mese. Per l’esecuzione delle opere sono stati utilizzati due escavatori cingolati, una miniescavatrice, una macchina vibratrice per compattazione. E’ prevista la movimentazione complessiva di 1800 metri cubi di terra, con l’utilizzo di 50 tonnellate di pietrame, di 840 metri cubi di ghiaino drenante e di 510 metri quadrati di lastre prefabbricate con rivestimento in pietrame per il rifacimento della parete lato fiume; oltre a 270 metri cubi di calcestruzzo per la fondazione e i muri in elevazione.


“Anche questi lavori sono una delle tante risposte concreta che abbiamo dato e stiamo dando per fronteggiare la disastrosa alluvione dell’autunno scorso – ha sottolineato il presidente del Veneto, Luca Zaia, commissario per il superamento dell’emergenza – rispetto alla quale dobbiamo anzitutto rimettere in sicurezza le opere idrauliche compromesse così da evitare che precipitazioni eccessive ripetano i danni già causati. Ma dobbiamo soprattutto realizzare quelle opere strategiche, mai fatte in precedenza, capaci di ridurre significativamente il rischio, perché se si dovessero verificare piogge come quelle d’autunno, sarebbero inevitabili nuovi pesanti allagamenti”.

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