La Provincia: "Da risolvere il problema randagismo"

Il presidente Giovanni Miozzi: "E' mia intenzione sensibilizzare i 98 sindaci del Veronese sul tema"

La Provincia: "Da risolvere il problema randagismo"

Oggi, nella sala Rossa del palazzo Scaligero, il presidente della Provincia Giovanni Miozzi ha illustrato le proposte che saranno sottoposte ai sindaci veronesi per porre rimedio al fenomeno diffuso del randagismo canino e felino nel territorio veronese. Erano presenti: l'assessore alla Protezione civile, Giuliano Zigiotto, il consigliere comunale Lucia Cametti e il presidente dell'associazione animalista LAV, sezione di Verona, Lorenza Zanaboni. Per prevenire il problema e tutelare gli animali domestici la Provincia si propone di sollecitare tutti i Comuni del proprio territorio dando piena attuazione alla normativa già esistente che prevede uno specifico piano d'azione.

“Oggi vogliamo accendere il riflettore sul grave problema del randagismo - ha dichiarato Miozzi - che da tempo colpisce il nostro territorio e che non accenna a diminuire. E' mia intenzione sensibilizzare i 98 sindaci della provincia veronese chiedendo loro di attuare, se non l'hanno ancora fatto, la normativa in vigore sull'argomento. Si tratta di predisporre un piano d'azione che contenga le sei azioni previste per combattere il fenomeno del randagismo, fra cui una campagna di sensibilizzazione per la sterilizzazione e l'iscrizione all'anagrafe canina. Ribadisco, inoltre, l'importanza del microchip che ogni cane dovrebbe avere per evitare situazioni di pericolo sia dell'animale che delle persone. Se tutti i comuni attuassero questi punti, ci otterrebbe un passo in avanti verso una società più civile, ma anche un risparmio economico per la collettività che non dovrebbe più farsi carico della cura dei cani abbandonati”.

“Come assessore alla Protezione civile so benissimo quale sia l'alto valore dei cani - ha commentato l'assessore Giuliano Zigiotto - mi riferisco naturalmente al grande servizio che svolgono le unità cinofile nei momenti di emergenza. Ed è per questo che mi unisco all'appello lanciato qui oggi, anch'io ritengo che responsabilizzare la collettività sia fondamentale per ridurre i problemi causati dal randagismo. Le persone devono capire che quando si prendono in carico un animale, vuol dire occuparsene con le cure adeguate, compresa la sterilizzazione. E' importante sensibilizzare tutti i comuni affinché loro stessi promuovano il rispetto degli animali fra i loro cittadini”.

“Servirebbe che i Corpi di Polizia Municipale dei comuni creassero dei piccoli nuclei operativi deputati proprio ai controlli - chiede Lucia Cametti - Gli animali non si abbandonano da soli, sono i padroni che lo fanno e quindi sarebbe necessario che in ogni quartiere ci fosse un monitoraggio sui cani e sul comportamento dei loro padroni. Sono importanti i microchip, le sterilizzazioni e l'iscrizione all'anagrafe canina, ma è anche importante che il nostro paese faccia un salto di civiltà. In Germania non esiste il fenomeno del randagismo  ed è per questo che l'appello ai sindaci serve a creare una consapevolezza nei cittadini per  ridurre i comportamenti a rischio. Nonostante molte norme siano state scritte per la tutela degli animali - e ciò dimostra l'interesse delle amministrazioni -, ritengo che non si sia fatto abbastanza”.

“Il randagismo ha una grave ricaduta economica sulle amministrazioni perché la cattura e la cura degli animali abbandonati - conclude Lorenza Zanaboni - è a carico della collettività. Se invece i comuni mettessero in atto azioni di contrasto al randagismo, si garantirebbe meglio anche  l'incolumità pubblica perché non è raro infatti che gli incidenti stradali vengano causati da cani randagi. Controllando le nascite e sensibilizzando i cittadini, si possono risparmiare risorse e soprattutto fare azioni positive anche per il benessere dei cani”. 


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