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Martedì, 7 Dicembre 2021
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Il futuro degli acquedotti veneti parte da San Bonifacio

Al via opera da due milioni e mezzo di euro. Il presidente di Aato Veronese Martelli: "Importante"

Un sistema di acquedotti grande come il Veneto. Ma anche più attenzione alle esigenze di casa nostra, con una maggior affidabilità del sistema acquedottistico del nordest scaligero. Sono queste le premesse del nuovo progetto che coinvolgerà San Bonifacio. Perché il futuro, in materia di acquedotti, parte da lì. La rete acquedotto che Acque Veronesi andrà a costruire sarà infatti un’importante stralcio di uno schema generale, pezzo di un puzzle ambizioso e che coinvolgerà l’intera regione: il nuovo sistema regionale di acquedotti. Si prevede in futuro di collegare tutti gli acquedotti tra loro per prelevare acqua di buona qualità dove ce n’è in abbondanza (come nella falda veronese), per portarla poi nelle zone in cui è carente o di bassa qualità (come nel Polesine, dove gli abitanti di Rovigo si servono dell’acqua prelevata dall’Adige, ovviamente depurata).

Sarà Acque Veronesi, una delle due “braccia operative” di Aato Veronese, a realizzare una nuova rete a San Bonifacio. Dai pozzi di Almisano (appena fuori dal territorio scaligero, già in provincia di Vicenza), la nuova rete porterà acqua da e per San Bonifacio. Ma non solo. Questo intervento consentirà, in futuro, l’allacciamento al sistema regionale di acquedotti. Porterà anche agli abitanti di San Bonifacio maggiori garanzie di funzionamento in caso di carenze idriche. E più approvvigionamenti in occasione di grandi siccità o di chiusura dei pozzi.

Si avvicina così sempre di più quel “modello veneto” auspicato dal presidente di Aato Veronese Mauro Martelli, “un sistema più affidabile e con maggiori garanzie sulle quantità di acque erogate e ovviamente sulla qualità delle stesse. Tecnicamente, quindi, le due società di gestione proseguono nelle attività di investimento per il potenziamento e completamento delle reti, nonostante le gravi difficoltà riscontrate del vuoto normativo post referendum. Ci aspettiamo ora che la politica faccia la propria parte – auspica Martelli -: in particolare la Regione deve approvare la legge sui bacini di utenza che sostituiscano le Aato entro la fine dell’anno, mentre il governo al più presto dovrà dare disposizioni chiare sul nuovo metodo per la definizione delle tariffe, dopo che il referendum ha cancellato il 7% di remunerazione. Senza questi due fondamentali provvedimenti - conclude il presidente di Aato Veronese - si rischia la paralisi definitiva del sistema”.

I lavori di collegamento tra San Bonifacio e Almisano costeranno in totale 2 milioni e 500mila euro, di cui 2 milioni finanziati dalla Regione e 500mila euro a carico delle tariffe riscosse da Acque Veronesi. In particolare si metterà in comunicazione la stazione di pompaggio di Madonna di Lonigo con la rete esistente del comune di San Bonifacio: la nuova linea di acquedotto sarà lunga più di quattro chilometri e correrà in gran parte lungo strade di campagna e terreni agricoli: questa scelta consente un notevole risparmio economico, che viene riutilizzato per la realizzazione di un nuovo pozzo nella stazione di Lonigo, in sostituzione di due pozzi esistenti attualmente fuori uso.

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