Allarme cinghiali, 600 aziende danneggiate

Coldiretti Verona ha chiesto alla Provincia un piano d'intervento urgente

Allarme cinghiali, 600 aziende danneggiate

Cinghiali e nutrie diventino specie cacciabile per la salute di chi abita in campagna, la tutela delle produzioni e per la sicurezza idraulica”, ad affermarlo è Coldiretti Verona. L'associazione chiede un urgente piano di intervento per contenere la proliferazione dei primi nelle colline veronesi e sui monti Lessini e delle seconde nelle campagne della pianura veronese e un piano di risarcimento delle numerose aziende danneggiate, almeno per i soli cinghiali.

“Il livello delle popolazioni di cinghiali e nutrie è al di sopra del limite di tolleranza dell'ecosistema – spiega il Direttore di Coldiretti Verona, Pietro Piccioni - i cinghiali ormai entrano nelle corti delle nostre aziende, fanno vere e proprie incursioni e razzie nei campi coltivati, danneggiando i raccolti e rappresentano un serio rischio per la viabilità e la sicurezza delle persone. Le nutrie, poi, rappresentano ormai un'emergenza sanitaria, oltre che di sicurezza idraulica. A parte che riducono gli argini come dei gruviera, ormai si muovono nei centri abitati e sono roditori: trasmettono la leptospirosi”.

Questo l'appello rivolto da Coldiretti Verona al Vice Presidente della Provincia e assessore provinciale alla caccia, Luca Coletto, e all'assessore all'agricoltura, Luigi Frigotto, che hanno ricevuto una delegazione dell'associazione nei giorni scorsi: erano presenti, oltre a Piccioni, i referenti di Coldiretti per la montagna, Adriano Canteri, e per la pianura, Lorenzo Ambrosi, Germano Galbier, e Germano Falsiroli oltre ai rispettivi capi zona, Andrea Zumerle e Paolo Mainente. “Il mondo agricolo ha bisogno di risolvere questo annoso problema e noi siamo in prima linea con loro”, ha detto l'assessore alla Caccia, Luca Coletto.

“Per quanto riguarda le nostre competenzre ci siamo attivati già dal 2006 per il controllo del cinghiale, adeguando i nostri provvedimenti alle direttive e alle delibere regionali (l'ultima è di agosto 2009). Quel che serve però è l'inserimento della specie nel calendario venatorio regionale, solo così si può aprire la caccia al cinghiale e consentire il controllo durante il resto dell'annata attraverso una specifica normativa. Per quanto riguarda, infine, la nutria non può essere specie cacciabile perché non è autoctona e quindi sono possibili solo gli interventi di controllo, che già stiamo facendo”.

Agli assessori sono state consegnate le firme di seicento imprenditori agricoli della montagna e della collina veronese che hanno sottoscritto la richiesta di intervento urgente. Richiesta che è stata inviata anche ai dodici comuni della Lessinia interessati dal fenomeno, più Verona. Anche sulle colline prospicienti il capoluogo scaligero, fin giù a Montorio, infatti, si segnala la presenza degli animali, noti per l'aggressività e la pericolosità. Tra le azioni della Regione c’è quella di prevedere di inserire i cinghiali tra le specie cacciabili, una richiesta avanzata da tempo e da più fronti, sia dalle associazioni di categoria che dalle amministrazioni locali.


“Coldiretti Verona – conclude Piccioni - chiede quindi anche un piano di risarcimento dei danni subiti dalle aziende, il fondo regionale attualmente utilizzabile, infatti, è alimentato esclusivamente da una parte delle tasse versate dai cacciatori ed è inadeguato alle concrete esigenze del mondo agricolo, già vessato dalle attuali politiche di mercato. Dal canto nostro, siamo a disposizione per sostenere qualsiasi azione le amministrazioni, la Provincia e la Regione decidano di mettere in atto in merito”.

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