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A Villa Buri si dice no all'inceneritore

Domenica 18 aprile saranno distribuiti striscioni di protesta

Verona Reattiva lancia una nuova manifestazione di protesta contro l’attivazione dell’inceneritore di Ca’ del Bue. In occasione della Festa di Primavera di domenica 18 aprile a Villa Buri saranno distribuite gratuitamente degli striscioni da appendere a balconi e finestre con la scritta "Inceneritore? Una follia" in modo che ogni cittadino possa esprimere il proprio disagio per la riattivazione dell'inceneritore veronese.

L’obiettivo è quello di sensibilizzare a livello provinciale nell’ambito della gestione responsabile del territorio, tenendo conto dei molteplici aspetti della questione quali la tutela ambientale e storica, la miglior destinazione delle risorse economiche della collettività, il risparmio nell’utilizzo dei suoli e l’impiego razionale delle fonti energetiche.

Vogliamo portare avanti le nostre idee imponendoci imparzialità e rigore scientifico e, soprattutto, mettendo in primo piano l’informazione del cittadino: da troppi anni, ormai, molti decisori politici ignorano le reali esigenze della cittadinanza ed operano con logiche prive di criteri obiettivi, sia dal punto di vista scientifico che economico. Noi, come cittadini, non accettiamo più questo sistema” fanno sapere dall’associazione Verona Reattiva.


E rilanciano sui progetti in cantiere: “Stiamo combattendo una durissima battaglia contro la riattivazione dell’impianto di incenerimento di Ca’ del Bue perché abbiamo ottimi motivi per esser convinti che tale scelta sia una grandissima idiozia sia da un punto di vista ambientale, che salutistico ed economico. Purtroppo, l’attuale amministrazione ha già fatto le proprie scelte in materia di gestione dei rifiuti e porta avanti una politica tesa a non informare la popolazione dei reali rischi e degli effettivi costi implicati, a screditare chi osa chiedere spiegazioni, ad evitare un serio confronto e a presentare forzatamente quanto deciso come corretto ed ottimale. Noi, però, crediamo si possa fare ancora molto: una parte di cittadini non si rende conto dei pericoli e degli sprechi cui si sta andando incontro e non è adeguatamente informata sui fatti, mentre l'altra non sa esattamene come esprimere il proprio dissenso”.

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