A Caprino la natura come una forma d'arte

Sabato 10 luglio una manifestazione volta a riscoprire la bellezza del territorio

A Caprino la natura come una forma d'arte

Riprenderà sabato 10 Luglio in località Pazzon, a Caprino, la quarta edizione di “Sentieri nell’arte”, interamente dedicata al tema della cura della natura.

Questa mostra nasce dall’esigenza di riscoprire la bellezza del territorio Italiano, modellato da un lavoro secolare, che ha visto la creazione di sentieri, terrazzamenti, corsi d’acqua, siepi e muretti. Da più di mezzo secolo la crescita delle città e l’industrializzazione dell’agricoltura hanno forzato quest'ordine, che pure per molta parte ha resistito.

Tuttavia negli ultimi tempi la crisi dell’agricoltura e il sempre maggiore distacco dalla terra di chi per secoli l’ha curata e coltivata ha provocato un degrado che sbilancia sempre più quell’equilibrio tra uomo e natura, che c’è sempre stato e che va affrontato. Possiamo infatti riscontrare la nascita di nuove soluzioni come l’agricoltura biologica, cooperative di persone che abbandonano le città per riscoprire il lavoro legato alla terra, recuperi di colture tradizionali e sperimentazioni produttive.

Il territorio veronese è un esempio di tali cambiamenti. L’economia avanza e prepotentemente pretende la costruzione di case e strade logorando così l’armonia tradizionale. Davanti all’avanzata della modernità infatti è riscontrabile una progressiva perdita dell’identità dell’ambiente.

Controcorrente sta andando il comune di Caprino Veronese il quale dieci anni fa ha riordinato un fazzoletto di bosco rimasto incolto per decenni. Il lavoro di questo pezzo del terreno non è stato più vantaggioso e i sentieri, le radure e il corso d’acqua sono stati abbandonati. La riapertura della Valle del Tasso è stata un regalo prezioso dell’Associazione culturale Baldofestival che non poteva garantire la manutenzione in modo stabile ed efficace.


Nel 2002 è stato chiesto all’arte di aiutare a mantenere e restituire tale territorio ai cittadini. Il percorso di quest’anno è pensato per riscoprire il rito di questo intervento, ma deve anche far riflettere sul fatto che la conservazione di questo territorio è diventato oggi più fragile e esposta al rischio.

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