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Treno + bici: a Verona si può!

Il cicloturismo veneto ha una marcia in più: è partito un nuovo servizio di trasporto ferroviario di biciclette unico in Italia

Quando si parla di turismo sostenibile non può essere trascurato il cicloturismo, fenomeno che sta avendo un grande successo anche nel nostro Paese dove crescono sempre più offerte di viaggi e di escursioni in bicicletta.
 

Capofila in Italia, insieme al Trentino, è il Veneto: in questi anni nella Regione è stata organizzata una rete composta da 7 escursioni giornaliere e 4 itinerari settimanali che consentono di attraversare la Regione in bicicletta da nord a sud e da ovest ad est, coprendo anche tutte le località turistiche e le spiagge del Veneto orientale, per un totale di 1400 chilometri di percorsi ciclabili. Il territorio della Provincia di Verona in particolare è tra i più dinamici per il cicloturismo, sia per numero di piste che di veri e propri percorsi turistici.
 

A sottolineare maggiormente questo aspetto è anche il nuovo servizio di trasporto ferroviario di biciclette realizzato proprio a Verona: unico in Italia, il servizio prevede l’utilizzo di due vagoni per il trasporto di 90 biciclette ognuna. I due vagoni sono stati ricavati da due vecchie carrozze portabagagli grazie ad un intervento realizzato dalla società ferroviaria nelle sue officine veronesi, su progetto esclusivo e con il contributo della Regione. Da Mestre a Domegliara di Sant’Ambrogio di Valpolicella, in provincia di Verona, fermandosi nelle stazioni dei Comuni capoluoghi, tutti i cicloamatori, quindi, potranno portare con se le loro biciclette.
 

Ad accogliere il treno davvero “speciale” nella stazione della cittadina veronese nel giorno della sua inaugurazione lo scorso 5 ottobre c'era lo stesso assessore ai trasporti del Veneto Renato Chisso, assieme alla responsabile della direzione regionale di Trenitalia Maria Giaconia e ai tecnici della società ferroviaria che hanno reso possibile questa innovazione.
 

Il progetto che ha portato alla realizzazione di questo servizio nasce nel 2006, su richiesta della stessa FIAB oggi rappresentata da Luciano Renier, coordinatore per il Veneto e il Trentino, con la decisione della Giunta regionale di finanziare l'intervento con un contributo di 123.397 euro, su una spesa che alla fine ha raggiunto circa i 250 mila euro. La parte progettuale e meccanica è originale, si legge in una nota, con attrezzature realizzate da imprese venete, e se l'entrata in servizio è stata tardiva rispetto alle previsioni, il motivo è stato soprattutto burocratico – hanno ricordato oggi i protagonisti dell'iniziativa – a causa dei tempi per i permessi, le dichiarazioni di conformità, le licenze e le certificazioni per l’adeguamento ai giusti obblighi dettati dall’Agenzia Nazionale per la sicurezza ferroviaria.
 

I due vagoni portabici possono essere utilizzati dai cicloamatori organizzati facendone richiesta alla direzione.veneto@trenitalia.it. A bordo non è consentita la presenza di viaggiatori durante il viaggio, ma sono utilizzabili anche da eventuali ciclisti “singoli” che si trovassero nelle stazioni attrezzate per il carico durante il transito. “Per il Veneto, che ospita circa 16 milioni di turisti l'anno, è una offerta in più – ha sottolineato oggi Chisso – per la visitazione di un territorio dove sono tabellati circa 1.400 km di percorsi cicloturisti, numeri che ci collocano al primo posto in Italia anche per questo tipo di itinerari”.

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