Prodotti a denominazione, Regione si batte per vigilanza anche all’estero

L' Assessore all'Agricoltura della Regione Veneto Franco Marzato: «la Giunta regionale ha impegnato per queste finalità mezzo milione di euro»

Il prosciutto Veneto Berico Euganeo, il formaggio Monte veronese, il provolone Valpadana, il Marone di San Zeno, la pesca di Verona, il Radicchio di Verona, il Riso Nano Vialone Veronese, l’olio extra vergine del Garda e l’olio extra vergine veneto Valpolicella, Euganei e Berici, del Grappa. Sono questi i prodotti a denominazione della tradizione veronese, fiore all’occhiello non solo della produzione locale ma anche nazionale. Prodotti conosciuti e amanti in tutto il mondo e che per proprio per questo motivo hanno bisogno di essere maggiormente tutelati. Soprattutto all’estero. Tanti, infatti, sono i tentativi di imitazione e contraffazione di questi tesori della tradizione enogastronomica, falsi che danneggiano non solo il buon nome della produzione made in Italy (e made in Veneto in particolare) ma anche il lavoro dei tanti produttori onesti.
 

A fare la voce grossa sull’argomento è stato lo stesso Assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, Franco Marzato: «Come avevamo preannunciato al Festival del consumatore, la Giunta regionale ha impegnato per queste finalità mezzo milione di euro, assegnato all’U.VI.VE, l’Unione dei vini veneti a DOC, quale contributo nella misura massima del 70% per la compartecipazione alle spese da sostenere per la realizzazione di uno specifico programma di azioni sinergiche, finalizzate al monitoraggio e vigilanza. L’U.VI.VE opererà in rappresentanza dei Consorzi di tutela dei prodotti agroalimentari veneti, fermo restando che rimane in capo ai singoli Consorzi la competenza della tutela e protezione delle rispettive Dop e Igp».
 

Ma tutta la tradizione enogastronomica veneta deve essere tutelata da coloro che non rispettano gli accordi internazionali in materia. «Per quanto riguarda le esportazioni, il valore economico del nostro patrimonio agroalimentare a denominazione è valutabile in quasi 5 miliardi di euro, ha ricordato sempre l’Assessore Marzato. «Nel solo comparto del vino superiamo il miliardo e mezzo, con una quota che sfiora il 32% dell’intero export enologico nazionale. Nel nostro territorio si producono 18 prodotti a Denominazione d’Origine Protetta, dalla carne, all’ortofrutta, alle specialità ittiche, e altrettanti a Igp. Nel comparto vinicolo le Doc sono 28, 14 i vini a Denominazione d’Origine Controllata e Garantita e 10 le Igt. Si tratta di veri e propri ambasciatori del “made in Veneto” nei principali mercati consumatori a livello mondiale che rappresentano un’autentica ricchezza, frutto di lavoro, impegno, esperienza, tradizione, selezione e processi di qualità, troppo spesso penalizzata da imitazioni o addirittura veri e propri falsi, che sfruttano la fama dei nostri prodotti per lucrare, di fatto ingannando i consumatori e danneggiando i nostri produttori”.

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