Alla scoperta dei parchi veneti: Parco Naturale Regionale della Lessinia

Istituito nel 1990, il parco naturale regionale della Lessinia presenta una varietà di ambienti vegetazionali differenti tra loro, da esplorare a piedi, in mountain-bike o a cavallo. Uno scrigno di biodiversità unico nel suo genere

© Michele F.

Una delle peculiarità della Regione Veneto è sicuramente la presenza di moltissimi parchi e aree naturali protette: si annoverano per l’esattezza ben cinque parchi regionali e un parco nazionale tutti distinti tra loro per l’eterogeneità degli ambienti naturali e la ricchezza di biodiversità. Tra questi va sicuramente segnalato il parco naturale Regionale della Lessinia.

Istituito nel 1990, il parco presenta una varietà di ambienti vegetazionali differenti tra loro, da esplorare a piedi, in mountain-bike o a cavallo. Uno scrigno di biodiversità unico nel suo genere: si possono osservare cervi, caprioli, camosci alpini, marmotte, volpi, donnole, faine, lepri, scoiattoli e ghiri oltre a numerosi specie di avifauna selvatica come l’aquila reale, il falco pellegrino, il gallo cedrone, il fagiano di monte, la civetta capogrosso, il picchio nero e il merlo acquaiolo.

Dal punto di vista floristico si possono, invece, ammirare boschi misti di carpini, querce e castagni tipici della fascia collinare e boschi di faggio e abeti caratteristici della media montagna, mentre a quote più elevate si trovano gli alti-pascoli e in corrispondenza delle aree sommitali si sviluppano associazioni di pino mugo, rododendro e ontano verde.

Nel sito della Regione dedicato al parco vengono anche segnalati i fenomeni carsici caratteristici di questo parco, ovvero quelle attività corrosive delle acque del Carso sui vari rilievi che creano grandi e bellissime vallate. Per non parlare dei vari monumenti naturali derivati dai fenomeni erosivi di disgregazione degli strati di calcare rosso ammonitivo delle rocce, tipico in tutte le prealpi venete, sempre derivato dall’attivita del Carso. Molto suggestivo è  l’abisso della Spluga della Preta: si tratta di uno dei più famosi abissi del mondo derivato dall’attività del Carso. Un vuoto profondissimo all’interno del Corno d’Acquilio, sotto i pascoli dei monti Lessini Veronsi, nel comune di Sant’Anna d’Alfaedo; Il Covolo di Camposilvano e la“città di roccia” della Valle delle Sfingi, il Ponte di Veja, un imponente ponte naturale in roccia tra i più grandi e belli d’Europa. Di eccezionale interesse anche la Pesciara di Bolca, una cava in galleria da cui si estraggono fossili risalenti a circa 50 milioni d’anni fa conosciuti in tutto il mondo per il loro straordinario stato di conservazione.

Da non perdere sono poi i gioielli naturalistici come la Foresta dei Folignani, la Foresta di Giazza, la Foresta della Valdadige con il Corno d’Aquilio, le Cascate di Molina. Di fascino indiscusso sono le contrade e le malghe dalla caratteristica architettura di pietra.
 

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