Aneddoti sulle antiche tradizioni funebri della Lessinia

Donne pagate per piangere il defunto, giochi e bevute durante la veglia funebre e altri comportamenti rituali prima e dopo il funerale

Di fronte alla morte, ognuno reagisce a modo suo. Il lutto viene vissuto sempre in modo intimo e personale e in ogni occasione è diverso, perché diverso è il legame stretto con il defunto. Ci sono però di comportamenti che si possono definire sociali e che fanno parte della tradizione di un territorio.

In Lessinia, ad esempio, anche i vicini di casa partecipavano al dolore della famiglia che aveva da poco perso un congiunto. Una partecipazione però diversa da quello che tutti possono immaginare. Si racconta infatti di veglie funebri, avvenute sicuramente a Bosco Chiesanuova ma anche in altre località della Lessinia, in cui i vicini giocavano e bevevano nella casa del defunto. Inoltre, il giorno dopo, la campana della chiesa del paese suonava tre rintocchi se a morire era stato un uomo oppure due rintocchi se il morto era una donna. Ed era dal mattino successivo alla morte, che tutti davano libero sfogo al pianto. E non era rara la presenta di donne pagate appositamente per piangere il defunto. Pagamento che spesso veniva fatto in natura, con bottiglie di vino o sacchi di farine. Anche perché il lamento funebre delle donne non terminava nella casa del deceduto, ma proseguiva anche per tutta la processione verso la chiesa. E un'altra antica tradizione era quella di lasciare un obolo in denaro sul morto, obolo che spesso veniva distribuito dai famigliari del morto e che poi i partecipanti alla funzione riponevano sul defunto. E dopo la sepoltura, era abitudine anche ritrovarsi in osteria, dove l'oste aveva la cortesia di offrire una bevuta a tutti in ricordo del defunto.

Chi volesse approfondire e trovare altri aneddoti può consultare il libro di Enrico Ferrarese intitolato "Boscochiesanuova" oppure le "Note sulle tradizioni popolari del Veneto" di Giorgio Mario Manzini.

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