Giovedì, 28 Ottobre 2021
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Tesori da riscoprire nella città di Verona. L'antica Porta Iovia, oggi nota come Porta Borsari

Edificata nel I° secolo dopo Cristo, quella che in età romana si chiamava Porta Iovia, fu collocata all'estremità della fondamentale via Postumia. All'epoca essa costituiva l'accesso principale alla città di Verona

Porta Borsari costituisce attualmente ciò che resta di quello che un tempo fu l'accesso principale alla città di Verona. La struttura venne edificata nel corso del I° secolo dopo Cristo e all'epoca rappresentava la soglia di passaggio per i viaggiatori che provenivano dalla via Postumia, la strada cioè, importantissima, fatta costruire dal console Spurio Postumio dal mar Tirreno all'Adriatico e che in sostanza collegava le due città di Aquileia e Genova.

In linea generale tutte le porte cittadine in età romana venivano costruite al principio delle due principali vie di comunicazione interne all'urbe, vale a dire il decumano massimo e il cardo massimo, le quali poi si venivano ad intrecciare nel foro centrale, nel caso specifico di Verona piazza Erbe. Per quanto riguarda Porta Borsari, in un certo senso, si può dire ch'essa accogliesse la via Postumia trasmutandola, una volta passati dall'esterno all'interno della città, nel decumano massimo.

Le "porte" della città svolgevano un compito molto importante, essendo di fatto le prime strutture facenti riferimento all'urbe, con le quali stranieri e viaggiatori si trovavano ad entrare in contatto. Per questo venivano costruite con materiali nobili e ornate finemente, volendo significare la potenza e l'importanza della città cui fornivano l'accesso. Anche Porta Borsari a Verona da questo punto di vista non fa eccezione. Tuttavia quel che oggi resta ancora visibile dell'antica porta romana, è solamente la facciata decorativa in pietra calcarea bianca. Al contrario invece il fortino vero e proprio è andato interamente distrutto nell'arco dei secoli.

Durante il periodo romano della sua esistenza, quella che oggi chiamiamo abitualmente "Porta Borsari" era piuttosto nota con il nome di "Porta Iovia", essendo stata edificata non troppo lontana da un tempio dedicato a Giove. L'appellativo "Borsari" risale invece all'epoca medievale e fa riferimento ai cosiddetti "Bursarii", vale a dire quei doganieri che sulle merci in entrata avevano l'ordine di riscuotere dei dazi, i quali venivano poi riposti per l'appunto all'interno di grandi borse.

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