Se Veneto piagnone fa rima con Roma ladrona

Come si conciliano le lamentele per la scarsa attenzione della capitale con gli slogan padani?

Se Veneto piagnone fa rima con Roma ladrona
Troppo piagnoni. Anche stavolta i veneti hanno trovato il modo di farsi notare, altro che storie. E il fatto è che si sono fatti notare non solo per la disastrosa alluvione che ha messo in ginocchio interi paesi, ma anche per un motivo non precisamente in linea con la loro fama di celoduristi-padani.

Insomma, l’accusa è precisa: dopo l’alluvione dei giorni scorsi, da parte dei veneti ci sarebbero stati “piagnistei eccessivi”. Tutti a lamentarsi e a chiedere aiuto a Roma, per capirci. Anche uno come  Giancarlo Galan, ora ministro delle Politiche agricole ma per interi lustri doge incontrastato della Regione, ha ammesso candidamente che “c'è un po' di piagnisteo eccessivo in qualche accento dei miei concittadini”.

Perfino i settimanali diocesani, in un editoriale comune, hanno parlato di “Veneto completamente ignorato”. Ora, diteci la verità: Cma non sarà che continuare a raccontare la favola dei padani, della Roma ladrona e tutto il resto del repertorio alla fine avrà prodotto qualche risultato? Tipo: va bene, adesso vediamo come sapete cavarvela voi che fate tanto i furbi.

C
erto, i veneti si sono rimboccati le maniche, la solidarietà si è messa in moto, e gli immigrati hanno dato una grande mano e anche una lezione. Resta il fatto che prima insultare mamma Roma, e poi cercare di aggrapparsi alla sua gonna…

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