Scherzi e giochi dal passato veronese: il giorno dell'Ascensione

Lo si può paragonare a quello che oggi è l'1 Aprile, ovvero un giorno in cui farsi gli scherzi. Tanto che c'è un proverbio che dice: a L'Asensa tuti i mati i se l'impensa

Spaventapasseri, come quelli che venivano lasciati come marito alle donne ancora non sposate

Quest'anno, 2018, cadrà per i cattolici il 10 maggio. È la festa dell'Ascensione, giorno in cui la chiesa ricorda l'ascensione di Gesù in cielo dopo la sua resurrezione. È quindi una festa legata temporalmente alla Pasqua e per questo, proprio come la Pasqua, cambia il giorno in cui si celebra di anno in anno.

Per i veronesi tutti mati di una volta, l'Ascensione era simile al primo giorno d'Aprile e cioè un giorno in cui bisognava stare attenti agli scherzi. Tanto che un proverbio veronese recita: a L'Asensa tuti i mati i se l'impensa. E si racconta che gli scherzi erano anche abbastanza seri, chi aveva un cavallo poteva non trovare più le redini perché qualcuno le aveva nascoste, oppure si ritrovava il carro smontato. Oltre ai contadini, venivano prese di mira le zitelle. I burloni costruivano una specie di spaventa passeri e lo lasciavano davanti alla casa di chi era senza marito. Oppure sopra la porta di casa ci trovavano un ramo di sambuco, un gesto che all'epoca era simile ad un insulto.

Belli o brutti che fossero, in pochi se la prendevano per gli scherzi subiti durante il giorno dell'Ascensione e a pranzo c'era la tradizione di mangiare la lingua del maiale ucciso durante l'inverno.

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