Vecchi modi di produrre vino nel veronese: il ròssolo per il recioto

Chi ha assaggiato il recioto prodotto con il metodo ròssolo assicura che è molto più buono rispetto a quello ricavato con altre tecniche di essiccazione. Però se ne produce di meno e in tempi più lunghi

Non essendo la tecnica più redditizia è stata via via accantonata dai produttori di recioto, ma anticamente questo particolare vino dolce della Valpolicella veniva prodotto usando un modo di essiccare l'uva noto come ròssolo. I contadini prendevano un fil di ferro e lo fissavano al soffitto, poi lo piegavano in modo che toccassi quasi il pavimento. Partendo dal punto più in basso, si appendevano i grappoli di uva rossa che si dovevano essiccare.

Chi ha assaggiato il recioto prodotto con il metodo ròssolo assicura che è molto più buono rispetto a quello ricavato con altre tecniche di essiccazione. Il limite è però la quantità di recioto prodotto. Con la stessa quantità di uva se ne produce quasi il 50% in più se ne la si secca con la tecnica del ròssolo. E anche i tempi di produzione sono più lunghi.

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