Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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I ponti di Verona: tutta la bellezza dell'attraversare l'Adige

Le città sui fiumi hanno spesso bellissimi ponti che uniscono le due rive. Anche Verona ha ponti storici che permettono di attraversare l'Adige. Scopriamo insieme quali sono

Navigare i fiumi delle città d'arte è un'esperienza bellissima, ma altrettanto affascinante è raggiungere la riva opposta passeggiando su un ponte storico o più moderno. Verona ha tanti ponti che permettono di attraversare l'Adige. Vediamone insieme alcuni.

  • Nei pressi del Teatro Romano si trova Ponte Pietra, da alcuni considerato uno dei più affascinanti ponti di Verona. Si tratta dell'unico ponte romano rimasto in città. È lungo 92,80 metri, largo 7,20 ed è costituito da 5 cinque arcate. La sua storia è lunga e travagliata. L'ultimo colpo ricevuto risale alla Seconda Guerra Mondiale, quando il 25 aprile 1945, fu minato dai tedeschi in fuga.
  • Un altro bellissimo ponte è quello Scaligero, conosciuto anche come Ponte di Castelvecchio, realizzato tra il 1354 e il 1356 quando la città era governata da Cansignorio II della Scala. Il ponte doveva garantire una via di fuga verso il Tirolo alla rocca di Castelvecchio in costruzione nello stesso periodo. Anch'esso, come tutti i ponti di Verona, fu fatto saltare dai tedeschi nell'aprile del 1945.
  • Medievale anche Ponte Navi, che collega la zona universitaria al centro cittadino. Composto da tre arcate, in origine ne aveva una quarta che permetteva l'attraversamento del canale dell'Acqua Morta, ormai prosciugato e trasformato nell'omonima via parallela al fiume Adige.
  • Del 1179 è la prima versione in legno di Ponte Nuovo che per un breve periodo prese il nome di Umberto, per poi tornare alla denominazione intestata fin dall'inizio. Tra il 1884 e il 1954, Ponte Nuovo era attraversato dalla rete tranviaria.
  • Dedicato al poeta Aleardo Aleardi è l'omonimo ponte che conduce al Cimitero Monumentale. Il ponte fu eretto nel 1879, l'anno successivo alla scomparsa del poeta veronese. Tre anni dopo, Ponte Aleardi fu abbattuto da un'inondazione e nel 1884 fu ricostruito in ferro, ma questo materiale si era dimostrato facilmente deteriorabile e nel 1939 si decise di ricostruirlo in cemento; tuttavia, la Seconda Guerra Mondiale ne impedì il completamento, che avvenne solo a guerra finita.
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