Artisti adottati dalla città di Verona: il pittore Pio Semeghini

Nativo di Quistello, nel mantovano, Pio Semeghini è morto l'11 marzo 1964 a Verona, città che lo aveva ormai adottato dal 1942 e che lui amava molto

Un'opera di Semeghini, Ragazze di Burano

Nativo di Quistello, nel mantovano, Pio Semeghini è morto l'11 marzo 1964 a Verona, città che lo aveva ormai adottato dal 1942 e che lui amava molto. La notizia della sua scomparsa ha generato un grande cordoglio e non solo nella città. E l'importanza di questo artista è stata celebrata con una mostra postuma alla Biennale di Venezia e con una retrospettiva a Roma.

Pio Semeghini è nato nel 1878 e artisticamente si è formato nelle accademie di Modena e Firenze. Dal 1900 si sposta a Parigi dove lega con gli artisti italiani presenti nella capitale francese come De Pisis e Modigliani e dove studia i grandi capolavori del suo tempo e del passato. Passano pochi anni e l'artista si riavvicina all'Italia, alternando soggiorni in Bretagna e a Venezia. Soprattutto nell'isola di Burano stringe un forte sodalizio artistico con quello che poi sarà noto come il "gruppo di Burano", formato principalmente da Semeghini, Gino Rossi, Umberto Moggioli e Arturo Martini.

Dal 1919, Pio Semeghini comincia ad esporre le sue opere e sviluppa un tratto artistico personale e riconoscibile, fatto di colori accostati con delicatezza e leggere velature. Il suo trasferimento a Verona è datato 1931, ma resta stabilmente in città solo dopo alcuni anni di insegnamento nelle scuole d'arte di Lucca e Monza. Un incidente, purtroppo, interrompe la sua carriera da pittore nel 1960 e quattro anni più tardi muore. Le sue opere, invece, vivono e sono ancora ammirate nelle gallerie d'arte moderna.

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