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I vecchi giochi con gli amici: la mosca cieca veronese, ovvero orbesin

Un bambino veniva bendato e doveva cercare di toccare un altro bimbo che giocava con lui. Se ci riusciva, chi veniva toccato diventava il nuovo orbesin

I bambini di oggi faticano a pensare a come si divertivano i loro nonni da piccoli. A parte il fatto che molti dei nonni di oggi cominciarono a lavorare da giovanissimi, non essendoci alcun obbligo scolastico. Comunque, anche gli anziani di oggi, quando erano piccoli, s'incontravano e giocavano insieme. E si divertivano un sacco, anche se non potevano disporre di videogiochi. Al massimo ci poteva essere una palla, ma anche senza niente ci si poteva inventare qualche passatempo spassoso.

Uno, che ancora oggi resiste, è la mosca cieca che nel veronese è nota come orbesin. Un bambino veniva bendato e doveva cercare di toccare un altro bimbo che giocava con lui. Se ci riusciva, chi veniva toccato diventava il nuovo orbesin.

Di solito il via lo si dava attraverso una filastrocca che faceva all'incirca così: "Orbesin te meno in piassa, a vendar la salata, a vendar i ravanei, pitole, potole, ravanei, coss'è tu perso?". Il bimbo bendato rispondeva: "'N'ucia despontà", e da quel momento poteva cominciare a rincorrere gli altri bambini per prenderli alla cieca.

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