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Monumenti ed edifici storici della città di Verona: la Cappella dei Notai

La Cappella dei Notai è un luogo meraviglioso custodito nel pieno centro storico della città di Verona, all'interno del comprensorio del Palazzo della Ragione

La Cappella dei Notai è forse da considerarsi il luogo migliore della città di Verona per celebrare il proprio matrimonio. Lo spazio al suo interno non è di certo enorme, ma la sua bellezza è sicuramente invidiabile e anche chi non fosse intenzionato a sposarsi dovrebbe, almeno una volta nella vita, trovare il tempo per visitarla.

Questa piccola Cappella, nota anche con il nome di Cappella Giusti, è compresa nella struttura del Palazzo della Ragione e, nello specifico, si colloca al primo piano della Torre della Masseria. La sua costruzione venne commissionata dal Collegio dei Notai a partire dal 1408, mentre la fine dei lavori si colloca attorno all'anno 1419. I due santi cui la cappella è dedicata sono San Zeno, il Patrono cittadino, ma anche Daniele, il Patrono dei Notai per l'appunto.

La Cappella dei Notai è a pianta quadrangolare, componendosi di quattro locali differenti che comunicano tra loro e presentano nella loro porzione superiore delle volte a vela imbastite su degli archi gotici. Tre di questi ambienti sono ampiamente decorati con straordinari dipinti a muro, su tela, nonché adornati da intagli lignei artistici che ne impreziosiscono ancor di più l'aspetto.

L'arredo più antico che risale al Quattrocento non è sopravvissuto a causa di diversi crolli della struttura e agli incendi che si sono susseguiti nel corso dei secoli all'interno della Cappella dei Notai, così come nel resto del Palazzo della Ragione. Esiste però custodita all'interno del Museo di Castelvecchio una pala d'altare, una Madonna col Bambino e i Santi Zeno e Daniele opera di Ruggero Loredano, la quale risale al 1600.

Oggi è comunque possibile ammirare all'interno della Cappella dei Notai l'esito delle operazioni di decorazione fatte apportare dal Collegio dei Notai tra la fine del 1600 e l'inizio del 1700. In particolare anche nel 1723 si verificò un altro incendio e un'iscrizione risalente a dieci anni dopo, celebra la fine dei lavori di restauro. I colori delle decorazioni sono davvero degni di nota, vividi e brillanti non possono non catturare lo sguardo dei visitatori.

Per l'opera di restauro e decorazione, vennero contattati dal Collegio dei Notai, quelli che erano considerati gli artisti migliori veronesi dell'epoca, a cominciare da Alessandro Marchesini, Sante Prunati e Giambattista Bellotti, oltre che il pittore francese di Parigi Louis Dorigny. Le scene dipinte dagli artisti, sono legate principalmente alla vita dei santi cui è intitolata la Cappella, ma compaiono anche raffigurazioni legate a temi quali la Giustizia e la Salvezza, in riferimento rispettivamente al Vecchio e al Nuovo Testamento.

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