I luoghi della cultura a Verona: la storica galleria d'arte "Studio la Città"

La galleria d'arte Studio la Città si trova a Verona in Lungadige Galtarossa, a ridosso della zona industriale ma non troppo distante dal centro storico. Si tratta di una delle principali gallerie d'arte contemporanea a livello nazionale

Hema Upadhyay, la principessa indiana (ph Facebook Studio la Città)

La galleria d'arte Studio la Città a Verona costituisce una delle più conosciute gallerie italiane di arte contemporanea. Studio La Città, fondata da Hélène de Franchis, inizia la sua attività nel lontano 1969 con la prestigiosa presenza di Lucio Fontana, le cui opere popolano diverse esposizioni organizzate dalla galleria nei suoi primi anni di vita.

Piero Manzoni, Mario Schifano, Enrico Castellani, Michelangelo Pistoletto, Pier Paolo Calzolari, Gianni Colombo, sono solamente alcuni dei grandi nomi della storia dell'arte che nel corso del tempo si sono avvicendati sulle pareti (e non solo) dellla galleria. Durante gli anni '70 l'attenzione venne a focalizzarsi sull’arte analitica e minimale, portando in galleria artisti del calibro di Ulrich Erben, Sol Lewitt, Robert Mangold, Robyn Denny.

Negli ultimi anni, Studio la Città ha orientato la propria attività verso nuovi orizzonti, espandendo il proprio interesse nei confronti di artisti contemporanei, impegnati ad indagare il reale attraverso non solo la pittura, ma anche la fotografia, le installazioni, la video arte, o ancora forme espressive ibride. In questo senso, tra gli artisti divenuti canonici all'interno degli spazi espositivi della galleria, possiamo citare Luigi Carboni, Ettore Spalletti, Giulio Paolini, ma anche Vincenzo Castella, Alberto Garutti, o lo stesso Gabriele Basilico. Di quest'ultimo, fino al 7 maggio prossimo, sono attualmente esposte alcune interessantissime fotografie scattate nel 1970 durante un viaggio in Iran.

La sede attuale della galleria Studio La Città è a Verona in Lungadige Galtarossa 21, all'interno di un ampio ed accogliente spazio, con circa 900 metri quadrati a disposizione per ogni tipo di esigenza. Qui vengono infatti organizzati incontri, mostre concomitanti, presentazioni di cataloghi, conferenze pubbliche, ma non solo. Un simile spazio si presta infatti anche ad accogliere opere site specific, così come installazioni imponenti nelle dimensioni, o infine, vere e proprie performances da parte di emergenti, così come anche già affermati, artisti contemporanei.

Ad arricchire ulteriormente questo fiore all'occhiello del panorama culturale scaligero, troviamo una versatile saletta video che, a seconda delle necessità, viene impiegata per la proiezione di opere di Video Arte, o più semplicemente di filmati illustrativi che descrivono la vita e la ricerca di uno degli artisti esposti, di volta in volta, all'interno della galleria.

Tra i nuovi nomi che hanno caratterizzato il programma espositivo di Studio la Città negli ultimi anni, vale sicuramente la pena di rammentare Hiroyuki Masuyama, Jacob Hashimoto, Nick Cave, Arthur Duff, Izima Kaoru, David Lindberg, Steve Roden e molti altri ancora. Da segnalare inoltre come tra i nuovi territori di interesse sviluppati da parte della galleria, vi sia la pista dell'arte indiana, con una grande mostra collettiva organizzata nel 2008 dal titolo "India Crossing". Una curiosità questa che è proseguita fino ad oggi e della quale è testimonianza diretta l'esposizione "Omaggio a Hema Upadhyay Omaggio a Hema Upadhyay Where the bees suck, there suck I - Dal 5 marzo al 7 maggio Eventi a Verona
Where the bees suck, there suck I"
, dedicata per l'appunto alla recentemente scomparsa artista indiana Hema Upadhyay e visibile, parallelamente alle immagini di Gabriele Basilico, ancora fino al 7 maggio 2016.

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