Antiche leggende raccontate a Verona: la triste storia di Ildebrando

Il generale di Teodorico fu costretto a combattere contro il figlio e ad ucciderlo. Di questa leggenda pare ci sia traccia nei bassorilievi presenti nella facciata della basilica di San Zeno a Verona

Due eserciti. Da una parte quello di Odoacre, dall'altra quello di Teodorico. Siamo alla fine dell'impero romano d'occidente. L'ultimo imperatore è Romolo Augusto e dopo di lui in Italia cominciò un periodo che gli storici chiamano dei regni romano-barbarici. Il primo re barbaro è Odoacre e il suo posto sarà preso con la forza da Teodorico, re degli Ostrogoti.

Odoacre contro Teodorico, ma le battaglie non le combattono solo i re. Anche i loro generali possono essere protagonisti. È il caso di Ildebrando, braccio destro di Teodorico e reso celebre dalla più antica narrazione epica tedesca di cui sia rimasta un documento. È la Canzone di Ildebrando, che racconta la leggenda per cui è tristemente noto.

Si narra infatti che Ildebrando dovette affrontare, con la parte dell'esercito di Teodorico di cui era a capo, i soldati di Odoacre, guidati da un giovane condottiero, Adubrando. 

Quello che Ildebrando e Adubrando non sanno è che sono padre e figlio. I due si affonteranno in un epico duello. Nella versione originale Ildebrando ucciderà il figlio, poi nelle versioni successive i finali cambieranno, ma la leggenda vuole che sia Ildebrando a vincere, rompendo con la sua spada lo scudo del figlio e trafiggendolo.

Di questa leggenda, pare ci sia traccia anche a Verona. Secondo uno studio di Luigi Eccheli, in alcuni bassorilievi presenti sulla facciata della basilica di San Zeno a Verona è rappresentato proprio il duello tra Ildebrando e Adubrando.

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