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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
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Redazione VeronaSera

I medici e il malcostume del "doppio impiego"

Spesso gli specialisti visitano sia in ospedale che privatamente, perch?

Caro direttore,
la scorsa settimana ho dovuto prenotare una visita e mi sono imbattuto, ancora una volta, nel mal costume tutto italiano delle visite a pagamento.

Le spiego. Ho telefonato all’ospedale di xxx per prenotare una visita specialistica col dottor xxx e la segretaria mi ha detto che se avessi prenotato la visita all’interno della struttura ospedaliera mi sarebbe costata 36 euro, ma avrei aspettato 7 mesi, diversamente, se avessi prenotato presso lo studio privato del medesimo dottore avrei speso 150 euro, ma avrei atteso solo 10 giorni. È possibile una cosa del genere?

Io sono un’insegnante e, per ovvi motivi, non posso avere una seconda attività. Com’è possibile che a questi “signori” sia consentito di percepire uno stipendio dalle Ulss e di avere anche un’attività privata? E soprattutto, perché possono “dirottarsi” i clienti da un’attività all’altra, con tutti i vantaggi che ne conseguono, senza che nessuno dica nulla? Non sarebbe meglio impedire a questi “signori” di avere una doppia attività? Obbligandoli a sceglierne una sarebbero costretti a lasciare l’altra, aprendo opportunità ai nuovi medici ed aprendo anche il mercato, in questo modo si avrebbero medici più motivati, e presenti, negli ospedali e gli specialisti “privati” sarebbero costretti ad abbassare i prezzi perché aumenterebbe la concorrenza.
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