Finanziaria e politica del paradosso

Prime avvisaglie per la manovra di Tremonti: il federalismo rischia di trasformarsi in miraggio

Finanziaria e politica del paradosso
Non giunge (stavolta) fuori tempo massimo la critica alla Finanziaria del presidente della Lombardia Formigoni. A tenere banco sono le ricadute che essa potrebbe avere in quelle promesse di federalismo fiscale che la Lega avanza da vent’anni e che qui a Verona si stringono attorno a palazzo Barbieri e al palazzo Scaligero. I vari assessori non si sbilanciano perchè “urge prima una verifica sulle effettive conseguenze”.

Ciò che appare chiaro e che anche lo stesso assessore al bilancio provinciale Marcolini sostiene, è che il periodo di austerità annunciato da Letta ricadrà sicuramente sulle spalle degli enti locali, che si rifaranno a loro volta su quelle dei cittadini. La manovra si tradurrà così in meno soldi stanziati, meno servizi e blocco delle assunzioni. La razionalizzazione agevolerà i cosiddetti Comuni “virtuosi” e metterà in riga gli “spreconi”.

Diversamente, ciò che non è chiaro è il carattere della manovra, che anche la Lega ha approvato nel Governo, e che minerà le sorti del federalismo: cioè una serie di provvedimenti accentratori che toglierà ossigeno agli enti locali e provocheranno richieste sempre maggiori per la sussistenza. Paradossi della politica, si diceva...

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